Leonilson? Non seguiva le mode. La sua arte era un viaggio profondo dentro l'esistenza, nuda e cruda.
Affrontava tutto: gioie, paure, i dubbi più reconditi. E, poi, la sieropositività, scoperta verso la fine.
I critici lo adoravano. Un ritratto autentico, instancabile, di un'intera generazione. Ancora oggi ci parla, forte.
Verso fine anni Ottanta, ha iniziato a cucire e ricamare nelle opere. Una cosa di famiglia, insomma.
Nel '91, la diagnosi: sieropositivo. Un fulmine che ha cambiato tutto il suo lavoro futuro, totalmente.
Se n'è andato a soli 36 anni, per l'AIDS. Ma le sue opere? Intime, coraggiose, risuonano ancora. Clicca per saperne di più!
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