
Analisi del brano Águas de Março - Tom Jobim
Un'analisi approfondita di “Águas de Março” di Tom Jobim, svelando la sua genesi e il suo impatto duraturo nella musica popolare brasiliana.
“Águas de Março”, oltre a essere uno dei brani più emblematici della musica popolare brasiliana, racchiude una storia curiosa, profondamente connessa alla costruzione della casa di Tom Jobim. Scopriamo insieme questa vicenda.
Mentre la sua dimora prendeva forma a Poço Fundo, Tom Jobim espresse il desiderio di modificare il progetto: voleva che l'altezza del soffitto al piano terra fosse maggiore. Una richiesta che creò non pochi grattacapi, costringendo l'architetto e il progettista a ricalcolare tutto, ridisegnando ogni dettaglio. Il cantiere ne risentì, l'opera subì ritardi; così, la casa non fu ultimata a febbraio, proprio prima dell'arrivo delle piogge di marzo.
Fu in questo scenario – tra il suono incessante delle acque, i problemi, l'attesa snervante, l'angoscia che si ripeteva – che Tom, a suo dire, iniziò ad annotare pensieri su un “foglio di pane” (una comune carta usata per avvolgere il pane nelle panetterie, prima dell'avvento dei sacchetti moderni), scarabocchiando, riscrivendo, inseguendo suoni, ritmo, armonia, parole.
In quel manoscritto, è facile individuare versi scritti, con aggiunte, sostituzioni, intere parole o frasi scartate.
Per l'autore, si tratta di un'opera all'apparenza semplice, quasi dimessa, eppure di una complessità sconcertante, data la sua variazione armonica su pochissime note, il ritmo ininterrotto della pioggia, e un testo che cattura con maestria il fluire impetuoso delle acque lungo il pendio.
La solitudine di un'attesa, che la pioggia allenti la sua morsa per riprendere i lavori. L'ondata impetuosa che scende a valle, trascinando tronchi e pietre.
Il barlume di sole che si riflette sul vetro bagnato, la notte che cala, e la pioggia, ostinata, non accenna a placarsi.
La conversazione sulla riva del fiume, la pesca, l'attesa; tutto questo immerso tra le immagini degli alberi, del ceppo, del nodo nel legno.
Il canto del matita-perê, il soffio del vento, l'estensione della scarpata.
Le travi della casa, la vista del vuoto, l'attesa della festa della colma (quando il tetto è finito, si celebra con un barile di birra).
Tutto per il progetto di quella casa, per la promessa di vita che pulsava nel cuore.
Gli amici di un tradizionale bar carioca ebbero il privilegio di ascoltare per primi il brano, intonato da Tom Jobim accompagnato dalla sua chitarra.
Nel 1974, una nuova versione venne incisa sull'album “Elis e Tom”.
Il duetto tra la “pimentinha”, soprannome coniato dal poeta Vinícius de Moraes, e il maestro ha reso immortale la canzone.
Metaforicamente, “Águas de Março” evoca le piogge di fine estate quali emblema di un perpetuo rinnovamento della vita.
Una ricerca condotta da un giornale di San Paolo nel 2001, coinvolgendo giornalisti, musicisti e artisti da ogni angolo del Brasile, ha decretato Águas de Março, composta nel 1972, come la migliore canzone brasiliana di tutti i tempi.
Águas de Março è, senza dubbio, un classico intramontabile della musica popolare brasiliana.
Ma la sua storia cela un dettaglio singolare:
Tom Jobim nacque il 25 gennaio 1927 a Rio de Janeiro e si spense a New York l'8 dicembre 1994.
Meglio conosciuto con il suo nome d'arte Tom Jobim, fu un compositore, direttore d'orchestra, pianista, cantante, arrangiatore e chitarrista brasiliano.

Tom Jobim si affermò come una delle figure di spicco della musica popolare brasiliana del XX secolo.
Il suo lascito, inalterato, continua a vivere ancora oggi.
Águas de Março è un canto che trascende tempo e spazio.
È una melodia che sussurra di vita, di morte, di perpetuo rinnovamento, di speranza.
Tom Jobim, un artista che ha lasciato un'eredità indelebile.
Il suo nome è sinonimo di eccellenza e pura creatività.
Un nome che si è inscritto nella storia della musica popolare brasiliana.
Águas de Março, un brano che risplende come capolavoro della musica popolare brasiliana.
È una vera e propria opera d'arte, senza ombra di dubbio.
Tom Jobim, un artista che ha travalicato i confini della musica.
Fu un vero e proprio visionario.
Águas de Março è un inno alla vita.
È una celebrazione della musica stessa.
Tom Jobim fu un maestro della musica.
Fu, in egual misura, un maestro di vita.
È una celebrazione della musica, nella sua più pura essenza.
Antonio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim, nacque il 25 gennaio 1927 a Rio de Janeiro e si spense a New York l'8 dicembre 1994.










