
Alberto Giacometti: Biografia e opere: Dalle Alpi Svizzere alla Rivoluzione Surrealista a Parigi
Alberto Giacometti: Biografia e opere: Dalle Alpi Svizzere alla Rivoluzione Surrealista a Parigi
Alberto Giacometti fu una figura fondamentale tra gli scultori del Novecento, distinguendosi nell'arte surrealista e nella pittura espressionista. Interrogativi filosofici sulla condizione umana, così come dibattiti esistenziali e fenomenologici, giocarono un ruolo cruciale nella sua ricerca. La sua profonda autocritica lo spinse a interrogarsi incessantemente sul proprio lavoro e sulla capacità di rendere giustizia alle sue visioni artistiche, eppure fu proprio questo a rivelarsi una formidabile spinta creativa.
Alberto Giacometti nacque il 10 ottobre 1901 nel piccolo borgo montano di Borgonovo di Stampa, in Svizzera, a ridosso del confine italiano. Suo padre, Giovanni Giacometti, era un pittore di talento, la cui produzione si inscriveva nello stile impressionista. Non solo, ma anche il padrino e uno zio erano artisti; tutti e tre furono per Giacometti le prime, preziose guide e fonti d'ispirazione artistica.
Nel 1906, la sua famiglia si trasferì nel vicino comune di Stampa; già in quel periodo Giacometti palesava un vivo interesse per il disegno. In adolescenza, iniziò a dipingere, scolpire e realizzare xilografie con notevole successo.
Con l'intento di intraprendere la carriera artistica, Alberto si trasferì a Ginevra nel 1919, dove studiò all'École des Beaux-Arts e all'École des Arts et Métiers.
Nel 1920 accompagnò il padre alla Biennale di Venezia e nel 1921 visitò Roma, Firenze e i loro dintorni. In quel periodo Giacometti rimase profondamente affascinato dall'arte egizia e africana.
Nel 1922 si stabilì a Parigi, iniziando a studiare con lo scultore Antoine Bourdelle, tra gli artisti che collaborarono con il celebre Auguste Rodin. Trascorse i successivi quattro anni approfondendo la scultura all'Académie de la Grande-Chaumière.
Nella Ville Lumière, Alberto si confrontò con il cubismo e il surrealismo, venendo presto annoverato tra i principali scultori surrealisti. Entrò in contatto e collaborò con personalità del calibro di Joan Miró, Max Ernst, Pablo Picasso, Bror Hjorth e Balthus.

Nella seconda metà degli anni Venti, Giacometti iniziò a coltivare una nuova passione per l'arte primitiva e le sue rappresentazioni del corpo umano si facevano sempre più astratte. Una volta completata la sua formazione, Alberto abbandonò del tutto ogni residuo di realismo nel suo lavoro, mirando, al contrario, a cogliere e restituire l'essenza psicologica del soggetto. Tra le opere più significative di questo periodo figurano la celebre Mulher Colher (Spoon Woman) e O Casal (The Couple).
Agli albori degli anni Trenta, lo stile emergente di Giacometti e la sua indole intransigente gli valsero l'attenzione di figure di spicco del movimento surrealista, come André Breton, Man Ray e Georges Bataille. La profonda influenza sull'opera è palese in pezzi metaforici, come si evince dalla Bola Suspensa (Suspended Ball) del 1931. Tuttavia, la sua personale indagine sulla natura dell'esistenza lo avrebbe, in seguito, allontanato dal surrealismo.
Nella seconda metà degli anni Trenta, Giacometti concentrò le sue energie su una serie di sculture di teste, intese a trasmettere la sua relazione fisica con i modelli nello spazio. Purtroppo, mentre si trovava all'apice della sua fase creativa, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'avanzata dell'esercito tedesco in Francia lo costrinsero a fuggire da Parigi, facendo ritorno in Svizzera. In questo periodo, le sue sculture si fecero sempre più esili e minute, conferendo alle figure un'aura di solitudine e patimento.
Ma la storia riserva un dettaglio inatteso:
Per comprendere il resto di questo percorso, proseguite la lettura nel nostro prossimo articolo: Alberto Giacometti: Biografia e opere: Dalla Solitudine Post-Bellica al Legato Scultoreo Universale.
Alberto Giacometti: BIOGRAFIA










