
Amedeo Modigliani: Vita e Opere: Dall'Infanzia Italiana al Fermento di Parigi
Amedeo Modigliani: Vita e Opere: Dall'Infanzia Italiana al Fermento di Parigi
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Amedeo Modigliani, figura eminente delle avanguardie, fu non solo un celebre pittore ma anche scultore. Apparteneva alla Scuola di Parigi, quel ristretto cenacolo di artisti e intellettuali che operò nella capitale francese, proprio tra le due guerre mondiali.
Biografia di Amedeo Modigliani
Amedeo Clemente Modigliani vide la luce a Livorno, Italia, il 12 luglio 1884. La sua famiglia, di estrazione borghese ed ebraica. La madre, Eugénie Garsin, era discendente da una famiglia radicata a Marsiglia, in Francia. Fu lei a ricoprire un ruolo fondamentale nella sua educazione; consapevole delle fragili condizioni di salute del figlio, lo sostenne sempre con devozione.
Nell'infanzia, Amedeo patì diverse gravi malattie che ne minarono la salute per il resto della vita. Al Liceo di Livorno, i suoi professori notarono subito la sua spiccata inclinazione per il disegno. Spesso, purtroppo, era assente dalle lezioni a causa della malattia.
Nel 1895, a soli undici anni, contrasse la pleurite. Poi, nel 1898, la febbre tifoide con complicazioni polmonari; in quel periodo di convalescenza, riempiva il tempo leggendo i testi scelti dalla madre: poesia e scritti di storia dell'arte.
Minacciato dalla tubercolosi, con una ricaduta nel 1901, la madre di Modigliani decise di trascorrere con lui alcuni periodi in regioni dal clima più mite, come Capri, Napoli e Firenze.
Nel 1902 si iscrisse alla Scuola Libera di Nudo a Firenze.
Nel 1903, Amedeo Modigliani si stabilì a Venezia, iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia per perfezionare e approfondire la sua formazione.
Nel 1906, Modigliani si trasferì definitivamente a Parigi, la capitale dell'arte. Lì studiò all'Académie Colarossi e si stabilì inizialmente a Montmartre. Fu in questo periodo che Modigliani realizzò una delle sue opere più significative, Il Violoncellista, esposta poi al Salon des Indépendants nel 1909.
Negli anni successivi, Modigliani si spostò a Montparnasse, stringendo amicizia con lo scultore Brancusi. Il cubismo lo impressionò profondamente.
Il nome di Amedeo Modigliani e quello di Montparnasse sono indissolubilmente legati alla storia dell'arte del XX secolo e, soprattutto, alla leggenda della Scuola di Parigi. Fu infatti a Montparnasse che, vivendo a stretto contatto con i suoi amici durante i cosiddetti "anni folli", realizzò quasi tutte le sue opere. Modigliani divenne uno dei cosiddetti "artisti maledetti" della Scuola di Parigi, con un temperamento irrequieto e una tendenza all'autodistruzione. Nel 1910, instaurò un intenso legame con la poetessa russa Anna Akhmatova.
Anna Akhmátova e Amedeo Modigliani. Lei, poetessa russa di estrazione aristocratica. Lui, artista italiano senza un soldo in tasca. I loro incontri furono scintille capaci di accendere passioni e ispirazioni in queste due figure così importanti. Lui divenne personaggio nei suoi versi. Lei, musa per i suoi disegni e sculture.
Figura carismatica, dotato di grande bellezza fisica e di una memoria prodigiosa, era presenza fissa nei caffè di Montparnasse. Lì recitava con brio ed espressività i versi di Dante Alighieri, per poi schizzare velocemente l'ambiente o i volti delle persone, in cambio di pochi spiccioli o, magari, di un bicchiere di vino.
MODIGLIANI... Modi...
Il suo soprannome d'infanzia, Modi, la cui pronuncia si accostava a quella della parola maudit (maledetto in francese), venne presto utilizzato da alcuni come gioco di parole per indicare "maledetto". Quel nome, quasi un presagio, avrebbe definito il suo stile di vita, ancor prima che fosse possibile riconoscere il valore artistico della sua opera, caratterizzata da audacia e personalità vibrante.
Dotato di una personalità indomita, non accettò mai consigli da alcuno. Nutriva una passione smisurata per l'arte, per la vita e per l'amore. Difendeva le sue idee senza curarsi di ciò che gli altri avrebbero potuto dire o pensare. La sua era un'autenticità tagliente, quasi feroce.
Come molti pittori e artisti del suo tempo, Modigliani conobbe l'esperienza della povertà più nera; la sua sopravvivenza dipendeva dalla vendita delle sue opere. Talvolta, in cambio di un pasto in qualche ristorante parigino, realizzava un rapido disegno. Fu così che, tramite amici, conobbe il poeta Leopold Zborowski, che sarebbe diventato il suo amico più fedele e devoto, nonché un grande sostenitore e mercante d'arte.
Nel 1917, Zborowski riuscì a organizzare una mostra personale delle sue opere alla Galerie Weil. L'esposizione, tuttavia, si rivelò un fiasco clamoroso: provocò uno scandalo enorme, in gran parte a causa dei celebri nudi di Modigliani, e durò solo un giorno.
Nello stesso anno, incontrò il grande amore della sua vita. Quando Jeanne Hébuterne fece il suo ingresso al Café de La Rotonde, tutti si contendevano la splendida giovane. Modigliani, sebbene avesse fama di dongiovanni, era un uomo seducente e affascinante, e la spuntò. Lui era già un uomo maturo, mentre Jeanne aveva appena diciotto anni. Volle disegnarla, lei accettò; si recarono in un hotel, lui la dipinse, poi condivisero la notte e si innamorarono perdutamente. Da quel giorno, non si lasciarono più...
Per comprendere il resto di questo percorso, proseguite la lettura nel nostro prossimo articolo: Amedeo Modigliani: Vita e Opere: Amori, Tragedia e l'Eredità della Sua Arte Immortale.









