Dipinto post-impressionista a olio di Vincent van Gogh, che mostra un campo di grano giallo con corvi neri sullo sfondo di un cielo azzurro e limpido.
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Campo di Grano con Corvi - Vincent van Gogh

Campo di Grano con Corvi - Vincent van Gogh

A

Arthur

Cura Storica

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Campo di Grano con Corvi è uno dei dipinti più celebri di Vincent van Gogh, e forse, persino, una delle sue ultime opere.

La drammaticità che pervade la tela e il soggetto prescelto agiscono quasi da presagio della sua fine. Non di rado, infatti, viene associata al tragico suicidio dell'artista, avvenuto solo qualche settimana più tardi.

Campo di Grano con Corvi. Vincent van Gogh. 1890 - Olio su Tela (50,5 x 103) - Ubicazione: Museo Van Gogh, Amsterdam

Raffigurare i campi di grano di Auvers-sur-Oise, in svariate condizioni atmosferiche, fu uno dei temi prediletti da Van Gogh negli ultimi mesi della sua esistenza.

Nelle sue opere, certo, troviamo altri campi di grano: pensiamo al Campo di Grano sotto un Cielo Tempestoso, dipinto su una tela dalle medesime dimensioni. Tuttavia, è solo in Campo di Grano con Corvi che l'artista si spinge a usare pennellate così vigorose, un gesto drammatico sotto un cielo profondamente turbato.

Van Gogh nutriva un profondo rispetto per le forze della natura. Cieli simili, è vero, erano già apparsi in diverse sue opere. Ma mai con un'intensità tale.

La presenza dei corvi, volatili universalmente associati alla morte, unita al contrasto vivido del campo di grano giallo, genera un ventaglio sterminato di interpretazioni che quest'opera evoca.

Nelle sue innumerevoli lettere, Vincent parlava sempre degli uccelli come simbolo di libertà. Scriveva nel 1880: "Ti prego, dammi la libertà di essere un uccello come gli altri uccelli!".

In questo quadro, nessuna delle strade sembra offrire una via d'uscita dai campi di grano infiniti, dai quali, pare, solo i corvi riescono a fuggire.

Ma, ancora una volta, ricordiamolo: cercare “interpretazioni simboliche” nelle opere di Van Gogh, per quanto seducente, è una pratica che può condurre a conclusioni prive di fondamento.

Il Collegamento con il Suicidio dell'Artista

L'associazione più frequente, quella che spinge lo spettatore a vedere il dipinto come una vera e propria "nota di suicidio", andrebbe accantonata.

Eppure, non mancano gli argomenti a sostegno dell'idea che la tela rifletta il tormento e la disperazione più intimi dell'artista stesso.

Indipendentemente da ogni interpretazione, il quadro resta, senza dubbio, enigmatico. E ci infonde, con certezza, una profonda malinconia.

Ciò che sappiamo è questo: vi scorgiamo un artista sconfitto nei suoi ultimi anni. Una forza inquietante, quella che seppe trasmettere, sentimenti di tristezza e solitudine.

Per concludere, spetterà all'osservatore ammirare la vitalità e la turbolenta armonia di ogni singola pennellata. Quei vibranti elementi visivi, il colore e le forme, che avvolgono l'intera composizione.

I segreti reconditi, qualora ve ne siano, continueranno a roteare nel loro regno imperscrutabile. Essi si annidano nel simbolo primario che abbraccia il tema: i corvi.

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