
Guerra e Pace - Candido Portinari
Guerra e Pace - Candido Portinari
Guerra e Pace sono due pannelli colossali, opera del celebre pittore brasiliano Candido Portinari. Misurano circa 14 x 10 metri ciascuno.
Realizzati tra il 1952 e il 1956, questi pannelli furono commissionati dal governo brasiliano sotto la presidenza di Juscelino Kubitschek. Un dono pensato per la sede delle Nazioni Unite (ONU) a New York.
Terminata la sua opera monumentale, Portinari lanciò un appello. Un messaggio ancora oggi, dopo oltre sei decenni, di incredibile risonanza.
La voce di questo grande artista risuona nel tempo, monito costante sull'essenziale valore della pace, sulla fratellanza tra i popoli.
Ecco le sue parole:
"La lotta per la Pace è un compito decisivo e urgente. È una campagna di illuminazione e di allerta che richiede determinazione e coraggio", ammoniva il pittore.
"Dobbiamo organizzare la lotta per la Pace, ampliare sempre più il nostro fronte antiguerra, accogliendo in esso tutti gli uomini di buona volontà, senza distinzione di credo o di razza, affinché, così uniti, i popoli del mondo intero, non solo con le parole ma con le azioni, portino alla vittoria finale la grande causa della Pace, della Cultura, del Progresso e della Fraternità tra i popoli."

L'esecuzione dei pannelli, avviata nel 1953, coincise con il deterioramento della salute dell'artista. Dall'anno successivo, infatti, Portinari iniziò a manifestare emorragie e altri sintomi, chiari segni di avvelenamento da piombo.
A cinquantun anni, Portinari si trovava vittima di un elemento indispensabile nella composizione delle sue tinte, un veleno tanto letale quanto la sua ostinazione nel completare l'opera duplice.
Terminati "Guerra e Pace", nel 1957, cercò nuove vie creative. Tra queste, una serie di disegni a penna stilografica: un lascito estremo, quasi un testamento, lasciato poco prima della fine.
"Guerra e Pace" furono gli ultimi, i più imponenti, pannelli mai creati da Portinari.
Mentre preparava gli studi per questi due capolavori, i medici gli intimarono di smettere di dipingere. Il motivo era l'avanzato processo di avvelenamento, causato dalle tinte.
Portinari, però, ignorò il consiglio medico. Decise di portare a termine la sua opera magna, pur sapendo che ciò avrebbe compromesso irrimediabilmente la sua salute.
"Fu fatale. C'era quel divieto medico, che lui non rispettò. Ma non poteva fare a meno di trasmettere il messaggio più grande della sua vita: quello di pace", si rammaricò il figlio João Cândido.
Il 6 febbraio 1962, Portinari si spense. La causa fu l'avvelenamento da piombo, contenuto nelle tinte che maneggiava ogni giorno.

Secondo João Candido, direttore del Progetto Portinari...
“Quest'opera-sintesi rappresenta il culmine di tutta la vita del pittore. La più universale, la più profonda, nel suo maestoso dialogo tra tragico e lirico, tra furia e tenerezza, tra dramma e poesia."
“Questa non è solo una mostra d'arte. È un grande messaggio etico e umanista, che affronta il problema centrale del mondo odierno: la questione della violenza, della non-cittadinanza, dell'ingiustizia sociale. Questo è il grande messaggio di tutta la vita di Portinari, sintetizzato in queste sue opere finali."
– João Candido Portinari.
Secondo la valutazione dell'artista e assistente Enrico Bianco...
"Guerra e Pace sono le due grandi pagine dell'emozionante comunicazione che il filosofo/pittore consegna all'umanità."
- Video realizzato per l'esposizione dei pannelli Guerra e Pace di Portinari (Memoriale dell'America Latina - San Paolo - 2013)









