Pittura a olio realistica raffigurante 'Il Contadino di Caffè' di Candido Portinari, con vibranti toni di verde e giallo.
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Il Contadino di Caffè, lettura dell'opera di Candido Portinari

Il Contadino di Caffè, un'analisi profonda dell'opera di Candido Portinari, che svela la dura realtà e la dignità dei lavoratori rurali brasiliani. Un viaggio nell'arte e nella storia sociale del Brasile.

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Arthur

Cura Storica

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Vi invito a sondare l'intensa profondità de "Il Contadino di Caffè", tra le pagine più emblematiche della vasta produzione di Candido Portinari.

In questa tela, Portinari dipinge con maestria la cruda realtà dei lavoratori rurali brasiliani, facendone emergere la dignità intrinseca, la forza indomita di un popolo intero.

Nell'analizzare "Il Contadino di Caffè", si è condotti a una riflessione sincera sulle questioni sociali, economiche e culturali che hanno intessuto la trama del nostro paese; e, al contempo, si può ammirare la tecnica e la sensibilità che rendono l'artista un unicum.

Quest'opera, di particolare rilievo per l'artista brasiliano Candido Portinari, vede il caffè come elemento centrale della composizione, un leitmotiv ricorrente nella sua ricca produzione.

Secondo il Projeto Portinari,  su questa tematica, l'artista realizzò ben 56 tele, tra cui spicca, per la sua essenzialità, quella semplicemente intitolata Café, vera e propria opera prima.

Il Contadino di Caffè - Candido Portinari (1935)

In "Il  Contadino di  Caffè", Portinari dipinge la vera essenza del lavoro rurale nelle piantagioni di caffè.

Sotto un cielo gravido di nuvole, in primo piano si erge un uomo che, senza dubbio, è un lavoratore dei campi: la zappa che stringe in una mano, strumento tipico di fatica fisica, ne è chiara testimonianza.

L'albero, reciso a destra, denuncia il disboscamento, la fine impietosa del bosco naturale.

È l'alterazione del paesaggio, così prepotentemente imposta dalla monocultura del caffè.

In secondo piano, svettano mucchi di chicchi, già raccolti.

La luce accarezza le cime di questi cumuli, esaltandone il colore giallastro.

Tra essi, un ammasso si tinge di verde, punteggiato da alcune giovani pianticelle.

Nello sfondo, si disegnano innumerevoli figure di piante di caffè, che si estendono sia sulla superficie piana che sui dolci rilievi.

Si intuisce che una porzione delle piantagioni di caffè è già in procinto di essere trasferita all'area deputata alla selezione e all'insacchettamento.

Da questi particolari, emerge con chiarezza la sovrabbondanza produttiva ritratta.

Lo sguardo del contadino, intenso, rivela una preoccupazione che domina, palpabile.

Si ha l'impressione che egli percepisca, fin dentro l'anima, l'azione devastatrice dello sfruttamento umano sulla natura.

È quando si fissano questi dettagli, che tessono la tela, che si comincia a cogliere la forza della figura del contadino, che subito spicca nel paesaggio.

La scena, incastonata su una collina da cui si dispiega un paesaggio vasto e lontano, con una striscia di cielo all'orizzonte, enfatizza la parte superiore del contadino.

La vasta piantagione, che si estende oltre la collina, appare quasi esigua in netto contrasto con l'imponente figura del lavoratore.

Un altro elemento, non meno significativo, è il treno, visibile tra le piante di caffè e gli ammassi di chicchi.

Era, com'è noto, il  mezzo di trasporto primario per far giungere la produzione di caffè a Santos, da lì destinata all'esportazione verso innumerevoli nazioni, in particolare gli Stati Uniti.

Esiste una divergenza sulla datazione de Il Contadino di Caffè.  Secondo la scheda tecnica del Masp (Museo d'Arte di São Paulo), l'opera risale al 1939, mentre sul sito del Projeto Portinari, diretto dal professor João Cândido Portinari, figlio dell'artista, la sua creazione sarebbe del 1934.


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