
Juarez Machado
Juarez Machado
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Juarez Machado è un artista brasiliano che si muove con disinvoltura tra diverse espressioni creative.
Oltre alle arti visive, lo troviamo scenografo, scrittore, fotografo e anche attore.
Gran parte della sua produzione artistica trae ispirazione creativa dagli anni '60, un decennio esplosivo a livello globale, che vide fiorire filosofie e tendenze moderniste.
L'arte psichedelica, la crescita smisurata del consumismo e le correlate dinamiche di marketing e pubblicità ne definirono ulteriormente l'anima.

Fu proprio nell'infanzia che iniziò ad appassionarsi all'arte.
Con un padre collezionista e rappresentante di commercio, Juarez trascorse la maggior parte dell'infanzia accanto alla madre, lei stessa artista, e al fratello.
Così, sin da piccolissimo, iniziò a disegnare, e con pari entusiasmo si dilettava a modellare sculture d'argilla.

Nel 1961 si trasferì a Curitiba.
Poco dopo, si iscrisse alla Scuola di Musica e Belle Arti del Paraná.
Fu proprio in questa città che, nel 1964, tenne la sua prima mostra personale.
Nel 1966, spostò la sua residenza a Rio de Janeiro, città che lo ospitò per un ventennio.
Durante quel periodo, collaborò come vignettista per i maggiori quotidiani nazionali, offrendo la sua arte irriverente con acuto umorismo, e guadagnandosi così una notorietà sia in patria che all'estero.






Nella sua vita privata, Juarez fu unito in matrimonio a Melina Mosimann, una donna con una formazione in Educazione Artistica e giornalismo, oltre ad essere una talentuosa organizzatrice di eventi.
Per molti anni, ricoprì il ruolo di direttrice amministrativa dell'Istituto Juarez Machado.
Melina, purtroppo, scomparve nel 2020, stroncata da un cancro.
Juarez Machado ha tre figli, nati da matrimoni precedenti a quello con Melina.
L'artista, riconosciuto come surrealista per la sua capacità di affrontare tematiche sociali con una critica irriverente, raccolse per la mostra oggetti, sculture, disegni, fotografie, e naturalmente le sue pitture, in cui le figure femminili sono quasi un marchio di fabbrica.
Egli stesso dichiarò: «Lavoro molto con la presa in giro, l'umorismo è una forma critica che provoca e diverte. Ho deciso di allestire questa mostra per puro divertimento».
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