
Aldemir Martins: una biografia, il suo cammino artistico. Infanzia, formazione e le prime, inebrianti conquiste
Immergetevi nella storia di Aldemir Martins: l'infanzia, gli anni formativi e le prime, significative vittorie di un artista brasiliano destinato a lasciare un segno profondo.
Indice dell'Articolo
Aldemir Martins, figura di spicco dell'arte brasiliana, è universalmente riconosciuto per le sue molteplici espressioni – dipinti, disegni, illustrazioni. Ogni sua opera, in uno stile distintivo, cattura la flora e la fauna con cromie che ammaliano, rapiscono lo sguardo.
Venne alla luce nel 1922, proprio nell'anno in cui il Brasile pulsava dell'effervescenza della Settimana dell'Arte Moderna. Un periodo, questo, in cui l'Europa vedeva movimenti d'avanguardia come il Surrealismo imporsi come corrente artistica dominante. Nel frattempo, in America Latina Frida Kahlo intrecciava filosofie e radicali ideologie politiche, plasmando una forma innovativa di realismo magico, facendosi portavoce insuperabile di quella stagione creativa.
Lo scrittore Jorge Amado così lo descrisse: "Forse perché il sole è così violento, la terra così aspra, la siccità così crudele, le inondazioni così devastanti, l'uomo così povero su un suolo così ricco; forse per compensare tante difficoltà da affrontare e vincere, dal popolo sofferente del Nordeste nascono i grandi creatori: i poeti, i romanzieri, i musicisti, i pittori. E nasce Martins, più che Nordeste, egli è il Nordeste stesso."
Biografia

Aldemir Martins dos Santos nacque l'8 novembre 1922, a Ingazeiras, una località incastonata nella valle del Cariri, distretto del Ceará, nel Nord-Est brasiliano. Figlio di Miguel Souza Martins e Raimunda da Costa Martins, ebbe un padre muratore impegnato nella costruzione di ferrovie. Questa circostanza impedì alla famiglia di fissare dimora in un'unica città. Si stabilirono infine nel comune di Flor do Sertão do Sul, vicino a Fortaleza, quando Aldemir aveva circa dodici anni.
Nel 1934, Aldemir venne inviato al Colégio Militar de Fortaleza. Lì, rivelò un inaspettato talento artistico, forse ereditato dall'abilità di muratore appresa dal padre. Cinque anni più tardi, nel 1939, completò il corso ginnasiale, passo fondamentale della sua istruzione.
Tra il 1941 e il 1945, prestò servizio nell'esercito, guadagnandosi la nomina a Caporale Pittore. In quegli anni, disegnò la mappa aerofotogrammetrica di Fortaleza e, partecipando a un concorso indetto dall'Officina di Materiale Bellico, si aggiudicò il suo primo riconoscimento.
Nel corso degli anni '40, Aldemir, insieme a diversi altri artisti del suo stato, tra cui Antônio Bandeira, diede vita alla Sociedade Cearense de Artistas Plásticas, un sodalizio con l'ambizione di ridare smalto al panorama artistico del Ceará. Fu in questo periodo che iniziò la sua attività di illustratore per giornali, riviste e libri, e le sue opere vennero esposte al II Salone di Pittura del Ceará.

Nel 1945, l'artista, affiancato da altri talenti, prese parte a una mostra collettiva alla Galleria Askanasi di Rio de Janeiro, e contemporaneamente esponeva al Salone Nazionale di Belle Arti.
Il 1946 segna la sua prima esposizione personale a San Paolo, presso l'Istituto degli Architetti del Brasile. Qui decide di stabilirsi, riprendendo la sua attività giornalistica. Fu un periodo intenso: conobbe numerosi politici, figure che presto avrebbero dominato la scena brasiliana, come Ulisses Guimarães, Roberto de Abreu Sodré, e molti altri.

Il 1947 lo vide protagonista dell'esposizione intitolata 19 Pintores, evento che siglò l'affermazione di una nuova generazione di artisti brasiliani. Qui, l'artista si aggiudicò un prestigioso terzo premio, aprendosi le porte a un'intensa partecipazione a successive mostre personali e collettive, coronate da numerosi riconoscimenti.
Tra il 1949 e il 1951, frequentò due corsi al MASP (Museo d'Arte di San Paolo): Storia dell'Arte, con Pietro Maria Bardi, e incisione, con Poty Lazzarotto. Fu proprio durante quest'ultimo che realizzò una serie di incisioni dedicate alle scene della siccità nel Nordeste, opere in cui si può rintracciare l'eco dell'influenza di Candido Portinari. Concluso il percorso formativo, divenne monitor presso la stessa istituzione.
Nel 1951, l'artista si avventurò in un viaggio su un "pau de arara" – quei rudimentali camion usati per il trasporto di persone e merci – con l'obiettivo di osservare e disegnare ogni dettaglio: le ricamatrici, i "cangaceiros" e, ovviamente, la natura rigogliosa. Il frutto di questa esperienza culminò con un prestigioso premio acquisto per il disegno alla 1ª Biennale Internazionale di San Paolo.
Il 1959 lo vide vincitore di un premio al Salone Nazionale di Arte Moderna: un viaggio all'estero. Destinazione: l'Italia, dove rimase per due anni, dedicandosi all'arte applicata su oggetti commerciali.
Al suo rientro in Brasile nel 1962, curò la scenografia per il 1º Festival della MPB, trasmesso dall'allora esistente TV Record. In quel frangente, ideò stampe per i tessuti della Rhodia Têxtil e si cimentò nella creazione di sculture in ceramica e acrilico, senza tralasciare gioielli in oro e argento.
Per comprendere appieno il prosieguo di questo straordinario percorso, vi invitiamo a leggere il nostro prossimo articolo: Biografia di Aldemir Martins e la sua opera: Consolidamento della Carriera e Riconoscimento Nazionale.









