Giovane donna con capelli castani e un abito dai colori vivaci, seduta in uno studio d'arte circondata da quadri e strumenti da pittura.
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Anita Malfatti: La Vita e i Primi Tratti di una Pioniera dell'Arte Brasiliana

Anita Malfatti: La Vita e i Primi Tratti di una Pioniera dell'Arte Brasiliana

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Arthur

Cura Storica

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Indice dell'Articolo

Vi invito a scoprire la vita e l'opera di Anita Malfatti, una delle figure più significative dell'arte moderna brasiliana.

Nata a San Paolo nel 1889, la Malfatti fu un'artista visionaria, capace di sfidare le convenzioni estetiche del suo tempo.

Nel 1917, allestì una mostra che scatenò ampie polemiche, spaccando la critica specializzata: ricevette sia grandi elogi che aspre censure.

Quella mostra, ribattezzata "Esposizione di Anita Malfatti", segnò un punto di svolta per il movimento modernista brasiliano, introducendo il pubblico nazionale a nuove correnti artistiche, come l'espressionismo.

Anita Malfatti si affermò come artista brasiliana di spicco, figura centrale del modernismo brasiliano, capace di influenzare un'intera generazione di artisti agli albori del XX secolo. Dalle sue opere, fece emergere la necessità impellente di una rottura con l'arte accademica, che fino a quel momento dominava in Brasile.

BIOGRAFIA di Anita Malfatti

Anita Catarina Malfatti  vide la luce a San Paolo il 2 dicembre 1889. Fu pittrice, disegnatrice, incisora, illustratrice e insegnante.

Anita nacque con una piccola deficienza. A tre anni, i genitori la portarono in Italia, cercando una cura nella speranza di correggere un'atrofia congenita al braccio e alla mano destra della figlia.

Notando il talento della figlia, la madre, Bety Malfatti, le avviò all'apprendimento delle arti. Preoccupata per il suo futuro, assunse una governante inglese per aiutarla a sviluppare l'uso della mano sinistra per scrivere, disegnare e dipingere.

A vent'anni, la giovane Anita partì per l'Europa, desiderosa di perfezionare i suoi studi. Grazie all'aiuto finanziario del facoltoso zio George Krug, riuscì a trasferirsi in Germania, iscrivendosi alla Accademia Imperiale di Belle Arti di Berlino.

Nel corso di un anno trascorso in Germania, nonostante il contatto con le avanguardie europee, i suoi studi rimasero piuttosto tradizionali. Come allieva dell'Accademia, seguiva lezioni di disegno, prospettiva e storia dell'arte.

Nel 1912, Anita visitò una vasta retrospettiva d'arte moderna tenutasi nella città di Sonderbund, trovandosi già ben familiare con la produzione contemporanea.

Rientrata in Brasile nel 1914, Anita espose le sue tele nella sua prima personale a San Paolo.

Dopo un anno in Brasile, l'artista intraprese un altro periodo di studi, questa volta negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti, entrò all'Independent School of Art e iniziò a seguire le lezioni di Homer Boss. Attraverso il confronto con questo insegnante americano d'avanguardia, sviluppò quella libertà moderna che aveva già iniziato a coltivare in Germania.

Nel 1917, l'artista fece ritorno in Brasile e cominciò a connettere quella sua libertà espressiva e compositiva a una critica nazionalista dei modelli importati, un sentimento che ora portava con sé.

Una tale reazione, per alcuni, scosse profondamente la fiducia dell'artista, riverberando violentemente sulla sua carriera; per altri, invece, Anita già oscillava tra schemi formali più realistici e soluzioni più affini al modernismo internazionale.

Sull'onda della delusione scaturita dalla mostra del 1917, Anita si riavvicinò al linguaggio tradizionale, decidendo di prendere lezioni dal pittore e professore accademico Pedro Alexandrino.

Nel 1921, stimolata dal gruppo di ideatori della Settimana d'Arte Moderna (Menotti Del Picchia, Oswald de Andrade e Mário de Andrade), Anita ritrovò interesse per i linguaggi d'avanguardia.

Giunse finalmente il 1922, anno della Settimana d'Arte Moderna di San Paolo. Anita  espose nuovamente le stesse pitture già viste nel 1917, cogliendo l'occasione per presentare anche alcuni lavori inediti.

Anita Malfatti era parte del Gruppo dei Cinque che, oltre alla pittrice, annoverava Mario de Andrade, Tarsila do Amaral, Oswald de Andrade e Menotti Del Picchia. 

Nel 1923, Anita Malfatti ottenne ciò che non era riuscita a ottenere nel 1914:  la borsa di studio del Pensionato Artistico dello Stato  e partì per Parigi, dove  rimase per cinque anni.

Rientrò in Brasile nel 1928, iniziando a interessarsi a temi regionalisti e alla pittura primitiva. Tornò così alle forme tradizionali, come la pittura rinascimentale e l'arte naïf.

Dagli anni '40 in poi, la pittrice cominciò a prediligere soggetti della vita popolare, e così continuò.

Per approfondire il resto di questo percorso, proseguite con il nostro prossimo articolo: L'Eredità di Anita Malfatti: Analisi di Opere Emblematiche e l'Impatto sul Modernismo Brasiliano.


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