
Biografia di Alfred Sisley
Biografia di Alfred Sisley
Alfred Sisley, figura di spicco nel panorama artistico francese, seppe lasciare un segno inconfondibile nell'impressionismo; le sue opere anticiparono diversi stili pittorici che avrebbero animato l'Europa dopo la svolta del XX secolo.
A differenza di molti suoi contemporanei, focalizzati sulla vita cittadina, l'industrializzazione e i ritratti umani, Sisley si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio, un soggetto che abbandonava di rado.
Nelle sue tele, emerge un temperamento e una palette cromatica unica, che fa pensare a chiare influenze di epoche precedenti dell'arte inglese e francese, in particolare della celebre Scuola di Barbizon.
BIOGRAFIA
Alfred Sisley venne al mondo a Parigi il 30 ottobre 1839. Figlio di facoltosi espatriati britannici, vide sua madre, Felicia Sell, dedicarsi alla musica, mentre il padre, William Sisley, gestiva una fiorente attività di esportazione di fiori artificiali.
I genitori erano cugini, discendenti di un lungo lignaggio di contrabbandieri e mercanti inglesi. Alfred era uno dei quattro figli; purtroppo, il fratello maggiore morì in giovane età.
Pochi i documenti che ci illuminano sulla sua adolescenza, prima che fosse spedito a Londra nel 1857 per studiare e intraprendere una carriera nel commercio.
Durante il suo soggiorno londinese, dedicò molto del suo tempo a visitare le mostre alla National Gallery, ammirando le opere di John Constable e William Turner.
Nel 1860, fece ritorno a Parigi, dove si iscrisse all'École des Beaux-Arts.
Nella capitale francese, incontrò artisti del calibro di Frédéric Bazille, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet e James Whistler mentre frequentava l'atelier di Charles Gleyre, un maestro che impartiva ai suoi allievi lezioni di disegno a memoria e di studio della natura, ponendo grande accento sull'originalità.
Sisley e Renoir divennero amici inseparabili durante il periodo di formazione nello studio di Gleyre.
Renoir spesso ricordava la sua indole affabile e carismatica, raccontando al figlio come l'amico fosse un uomo affascinante... peccato che Sisley avesse l'abitudine di sparire all'improvviso.
Nel 1866, Sisley conobbe una fiorista, Marie-Louise Adelaide Lescouezec.
Nel 1870, con lo scoppio della Guerra Franco-Prussiana, la situazione finanziaria di Sisley si fece precaria.
Alla morte del padre, Sisley si votò interamente alla pittura, trovandosi per la prima volta a dover contare sulla sua arte per il sostentamento economico della famiglia.
Fu in questo periodo che il suo stile raggiunse la piena maturità.
Iniziò a mostrare il suo vero potenziale come colorista e la sua abilità nel catturare la natura attraverso l'uso di pennellate vibranti e sciolte.
Le tele di Sisley di quel periodo sfoggiano una gamma cromatica sorprendente; la sua maestria nel rendere gli effetti luminosi più complessi infondeva vita nelle sue rappresentazioni paesaggistiche.
Negli anni '70 dell'Ottocento, nonostante la sua incrollabile fedeltà al movimento impressionista, la difficoltà nel vendere le sue opere lo spinse a esporre nuovamente al Salon di Parigi.
Non potendo esibire le sue creazioni in un contesto accademico, presentò i suoi dipinti alla prima mostra impressionista.
GALLERIA





Nel 1897, Sisley e Marie convolarono a nozze ufficialmente, pur vivendo già insieme da diversi anni. Tristemente, l'anno seguente lei morì di cancro, poco dopo il loro rientro in Francia dal Galles.
Nel gennaio del 1899, la salute dell'artista iniziò a declinare.
Invitò il suo caro amico Claude Monet a fargli visita e, durante quel soggiorno, gli chiese di prendersi cura dei suoi figli qualora fosse venuto a mancare.
Alfred Sisley si spense una settimana dopo, il 29 gennaio 1899, a Parigi, stroncato da un cancro alla gola.
Nel maggio del 1899, Monet si rivolse al mercante d'arte Georges Petit per organizzare un'asta, il cui ricavato sarebbe andato a beneficio dei figli di Sisley.
Petit riuscì a vendere ventisette delle sue tele, raccogliendo circa 150.000 franchi.
Malgrado la crescente popolarità dell'Impressionismo, Sisley ottenne scarso riconoscimento e fortuna in vita, e la sua opera rimane tutt'oggi meno approfondita rispetto a quella dei suoi illustri contemporanei.
Questa relativa mancanza di attenzione accademica viene spesso attribuita alla sua complessa identità.
L'artista mantenne la cittadinanza inglese per tutta la vita, nonostante avesse richiesto quella francese per ben due volte, vedendosela sempre negata.
Eppure, fu un membro fondatore dell'impressionismo francese, incarnando fedelmente la filosofia originale del movimento per tutta la sua carriera.
Il pittore e critico Eugène Fromentin stimava Sisley altrettanto talentuoso quanto Renoir, Monet e Pissarro.
Affermò: "Egli coglie senza difetti quei momenti sorprendenti di percezione dove una scena si distacca dal suo contesto e si immerge in un'emozione indefinibile. Possiede il dono di trascrivere simili visioni come se le cercasse incessantemente, eppure le svela con un'aria di disarmante ritrosia che affascina. Espande la nostra comprensione della pittura impressionista e si unisce alle fila dei grandi paesaggisti europei."









