
Biografia di Canaletto
Biografia di Canaletto
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Canaletto, celebre pittore e incisore del Settecento, fu un maestro della veduta urbana, figura cardine della scuola veneziana. Le sue evocative immagini di Venezia e Londra hanno plasmato l'immaginario di ogni successiva generazione di paesaggisti.
Giovanni Antonio Canal vide la luce a Venezia, Italia, il 28 ottobre 1697. Figlio del pittore Bernardo Canal, da cui derivò il soprannome Canaletto, "piccolo Canal". Iniziò, dunque, la sua carriera seguendo le orme paterne, come pittore di scenografie teatrali.
Bernardo Canal era un apprezzato scenografo teatrale e, come prassi, Canaletto e suo fratello maggiore, Christoforo, si unirono al padre come apprendisti. Avevano già contribuito alla progettazione e realizzazione di scenografie per opere liriche di Antonio Vivaldi e altri compositori del tempo.
Nel 1718, partì col padre alla volta di Roma, per collaborare alla scenografia di alcune opere di Alessandro Scarlatti. Fu una svolta decisiva nella vita di Canaletto: proprio durante questa esperienza maturò la decisione di abbandonare del tutto la produzione teatrale.
BIOGRAFIA
Nel 1719, Canaletto fece ritorno a Venezia, dove iniziò a studiare con Luca Carlevaris, un pittore di vedute urbane. Non tardò a superare il talento pur modesto del suo maestro, dando alla luce la sua prima opera firmata nota, un Capriccio Architettonico.
Le sue prime opere erano spesso dipinte all'aria aperta, in un'epoca in cui la prassi voleva che i dipinti fossero realizzati in studio. Va detto che certi dettagli delle sue vedute venivano aggiunti in un secondo momento, come la sua abitudine di includere figure lontane rese come macchie di colore. Le sue opere presto raccolsero ammirazione per la loro precisione quasi scientifica, e così divenne celebre come un maestro vedutista (paesaggista) a pieno titolo. Man mano che la sua fama cresceva, Canaletto attirò l'interesse di tre influenti agenti, figure chiave nel promuovere e valorizzare il suo talento artistico in tutta Europa.
Negli anni Trenta del Settecento, un altro agente, Anton Maria Zanetti il Giovane – che di Canaletto affermava essere "un pittore di vedute così eminente che pochi tra gli artisti passati, e nessuno tra i prediletti, gli si accostano per intelligenza, gusto e veridicità" – contribuì alla sua ascesa.
Molto prima dell'avvento di cartoline o fotografie, l'abilità di Canaletto nel cogliere l'essenza e l'immagine di Venezia gli valse grande popolarità tra i turisti, molti dei quali acquistavano i suoi dipinti come preziosi ricordi di viaggio. Aveva, infatti, perfezionato questa tecnica adoperando una camera oscura per preparare sia le sue tele che le acqueforti. La camera oscura, una scatola che permetteva alla luce di penetrare attraverso un minuscolo foro su uno specchio angolare, proiettava un'immagine riflessa fedele su una superficie, da cui era poi possibile tracciare il soggetto. Secondo lo storico Roberto Longhi, l'impiego di tale strumento rese la sua arte quasi "miracolosamente, poesia".
La carriera di Canaletto, tuttavia, non fu esente da controversie. Egli formò suo nipote, Bernardo Bellotto, che fu suo assistente per molti anni prima di affermarsi come artista indipendente. Nel 1742, i due viaggiarono insieme a Dolo e Padova, dove trassero ispirazione dalla natura per future opere. L'influenza dello zio fu però così preponderante che, a volte, risultava arduo distinguere il lavoro dei due artisti. Una volta che Bellotto iniziò la sua attività in autonomia, tentò di trarre vantaggio e profitto dal nome dello zio, spesso lasciando intendere erroneamente di essere lui stesso Canaletto. Bellotto arrivò persino a firmare le proprie opere con il nome del suo illustre mentore, riscuotendo particolare successo in paesi come Polonia e Germania, dove lo zio non era attivo.
Nel 1746, giunse a Londra, città in fermento con l'emergere di una nuova architettura eclettica. Culturalmente, la Gran Bretagna stava riscoprendo e innamorandosi di William Shakespeare; un osservatore attento come Canaletto percepì quanto vibrante e stimolante fosse il Regno Unito e, non a caso, quasi tutto ciò che dipinse era inedito o sul punto di esserlo.
Canaletto trascorse i successivi nove anni in Gran Bretagna. Durante questo lasso di tempo, tornò a Venezia nel 1750 per sbrigare alcune questioni commerciali. Purtroppo, la diatriba sull'autenticità delle sue opere lo perseguitò, e iniziarono a circolare voci che i dipinti venduti a suo nome potessero non essere autentici. Per smentire tali illazioni, Canaletto pubblicò due inviti su un quotidiano londinese, invitando il pubblico a raggiungerlo nel suo studio, affinché potessero constatare di persona che egli viveva e operava in Inghilterra, creando opere genuine.
Nel 1755, fece ritorno a Venezia in modo definitivo. Nel 1763, fu eletto membro della Accademia Veneziana di Pittura e Scultura e nominato priore del Collegio dei Pittori.
Fiero di aver continuato a dipingere fino agli ultimi anni della sua esistenza, realizzò oltre 1000 opere tra dipinti e disegni. Ciononostante, Canaletto affrontò difficoltà economiche nei suoi ultimi anni, trascorrendo il tramonto della sua vita quasi in indigenza.
Canaletto si spense a 71 anni, il 19 aprile 1768, nella sua Venezia natale, a causa di un'infiammazione alla vescica; in quella città, sulle cui magnifiche feste, canali maestosi e ampie piazze inondate di luce, aveva narrato la sua intera esistenza. Le collezioni più ricche di dipinti e disegni si trovano oggi presso la Reale Collezione Britannica a Windsor, a Buckingham Palace e nei maggiori musei del mondo.
L'ARTISTA E LA SUA OPERA
Nelle sue opere, Canaletto fuse la libertà e la sottigliezza del disegno con una potente interpretazione figurativa dell'architettura veneziana.
Con occhio attento all'equilibrio compositivo e una sensibilità spiccata per gli effetti scenografici, Canaletto sovente assemblava immagini di luoghi iconici, riorganizzandoli in nuove, delicate relazioni. Le sue vedute, talvolta, includevano anche elementi architettonici e scenici puramente immaginari.
Erede del patrimonio dei grandi maestri del Rinascimento, Canaletto era stimato per la sua raffinata fusione di luce solare, ombre e giochi di nubi, e per l'interazione della luce sulle strutture architettoniche. Gran parte del suo lavoro preparatorio veniva svolto direttamente sul posto, e non in studio, pratica allora piuttosto insolita.
La minuzia dei dettagli nelle sue rappresentazioni pittoriche è sovente ricondotta all'uso della camera oscura, strumento che gli permise di tracciare schizzi precisi su cui poi erigere le sue strutture architettoniche e le topografie finemente delineate.









