
Biografia di Giorgio de Chirico e la Pittura Metafisica: Eredità, Impatto e Opere Iniziali
Biografia di Giorgio de Chirico e la Pittura Metafisica: Eredità, Impatto e Opere Iniziali
Indice dell'Articolo
De Chirico fu un artista dalla produzione vastissima. Una carriera durata ben ottant'anni.
Nel 1974, fu eletto membro della Accademia di Belle Arti di Francia.
Si spense a Roma, il 20 novembre 1978.
L'impronta più profonda lasciata da De Chirico nella Storia dell'Arte fu senza dubbio la sua accoglienza da parte dei surrealisti, che lo considerarono un pioniere del loro movimento.
Tra gli artisti che ne riconobbero apertamente l'influenza figuravano Max Ernst, Salvador Dalí e René Magritte.
Quest'ultimo affermò che il primo incontro con "Canto d'amore" di De Chirico fu «uno dei momenti più emozionanti della mia vita: i miei occhi videro per la prima volta».
Anche i cineasti colsero appieno l'influenza delle sue pitture metafisiche nel proprio lavoro.
Il regista italiano Michelangelo Antonioni creò paesaggi urbani cupi e desolati, richiamando alcune delle opere più celebri di De Chirico.
Persino Alfred Hitchcock e Fritz Lang si mostrarono debitori verso le opere di Giorgio de Chirico.
GALLERIA - OPERE COMMENTATE
Enigma di un pomeriggio d'autunno - De Chirico raffigura in quest'opera una scena quieta, essenziale, di una piazza cittadina.
Qui, a Firenze, in Piazza Santa Croce, l'artista ebbe un momento di folgorante lucidità, dove il mondo gli apparve come per la prima volta.
La piazza, quasi deserta, comprende una statua e la facciata classica di un edificio.

Ettore e Andromaca - Clicca qui per saperne di più su questo celebre dipinto


La Malinconia della Partenza - È una delle opere più celebri di De Chirico.
In realtà, non fu creata per rappresentare un luogo specifico; piuttosto, l'artista si appropriò di elementi architettonici, impiegandoli come un allestitore teatrale che utilizza delle scenografie.

Canto d'amore - Sul fondo di questo dipinto, possiamo distinguere il profilo di una locomotiva, un omaggio al padre dell'artista, un ingegnere ferroviario. Il treno, quindi, si fa simbolo nostalgico, un elemento carico di memoria.
La composizione mostra in primo piano una palla verde. Ciò che cattura maggiormente l'attenzione, tuttavia, è la testa dell'Apollo del Belvedere, accostata a un guanto rosso, entrambi poggiati contro una parete inclinata.
Non è raro imbattersi in architetture vuote, in passaggi d'ombra, in questa fase della sua produzione.
Il silenzio onirico, la solitudine intrisa di tracce umane, evocano il profondo assurdo di un universo destinato a essere dilaniato dalla Prima Guerra Mondiale.

Per proseguire in questo viaggio di scoperta, vi invitiamo a leggere il nostro prossimo articolo: Biografia di Giorgio de Chirico e la Pittura Metafisica: Capolavori e Filosofia Visionaria.









