
Fernand Léger
Un ritratto intimo di Fernand Léger, artista francese che ha segnato l'arte del XX secolo con il suo stile unico e la sua visione audace. Un pioniere che ha saputo evolvere dal Cubismo verso un'estetica più figurativa e popolare, anticipando la Pop Art.
Fernand Léger fu un artista francese; non solo pittore, ma anche scultore e cineasta. Nei suoi primi lavori, ha plasmato una personale declinazione del Cubismo, poi nota come "Tubismo", evolvendola via via verso un'espressione più figurativa e accessibile. Il suo approccio coraggiosamente semplificato alla modernità lo ha consacrato precursore della Pop Art.
BIOGRAFIA
Joseph Fernand Henri Léger nacque il 4 febbraio 1881 ad Argentan, una cittadina nella campagna della Normandia, Francia. Poiché suo padre era un commerciante di bestiame, la famiglia lo indirizzò verso un mestiere "utile". Sebbene Léger non fosse stato inizialmente incoraggiato a seguire la via dell'arte, quando il suo talento per il disegno divenne evidente, fu mandato a fare apprendistato presso un architetto a Caen.
Nel 1903, terminato il servizio militare, studiò a Parigi, presso la Scuola di Arti Decorative e l'Accademia Julien. Durante il periodo di studi, si manteneva realizzando disegni architettonici e ritoccando fotografie. Nelle sue prime opere si avverte un'eco impressionista; tuttavia, dopo aver visitato nel 1907 la retrospettiva di Paul Cézanne al Salon d'Automne, la traiettoria della sua arte cambiò radicalmente.
Nel 1909, si trasferì a Montparnasse e in questo frangente dipinse le sue prime opere cubiste. Fu allora che incontrò Georges Braque, Pablo Picasso e Henri Rousseau; tuttavia, i suoi amici più cari rimasero gli scrittori Guillaume Apollinaire e Blaise Cendrars.
Nel 1911, Léger espose le sue tele al Salon des Indépendants, affermandosi come un significativo artista cubista. Continuò a esporre finché non fu chiamato alle armi nel 1914, per poi fare ritorno dopo una ferita alla testa nel 1916.
L'esperienza bellica, quella acquisita in guerra, accese nell'artista un nuovo interesse per la figura umana. Affermò di aver "dimenticato" l'astrazione intorno al 1912, asserendo: "A causa della crudeltà, della varietà, dell'umorismo e della perfezione assoluta di certi uomini che mi circondavano, del loro preciso senso della realtà utilitaristica e della sua applicazione nel mezzo del dramma di vita o di morte in cui eravamo... mi è venuta voglia di dipingere con tutto il loro colore e la loro mobilità."
Nel 1920, sposò Jeanne-Augustine Lohy e conobbe Le Corbusier, con il quale strinse un'amicizia profonda e duratura. Si legò strettamente al circolo di artisti gravitanti attorno a Le Corbusier, che nutrivano un vivace interesse per il futurismo. Il suo stile, ora più pulito e figurativo, e il distacco dall'astrazione si manifestano chiaramente in alcune opere di quel tempo.
Gli anni Venti furono un decennio estremamente prolifico per Léger, che si cimentò in molteplici discipline artistiche. Illustrò libri, disegnò scenografie e costumi per balletti e spettacoli teatrali e, nel 1924, diresse il film Ballet Mécanique. Sempre in quell'anno, fondò una scuola gratuita di arte moderna a Parigi, insieme ad Amédée Ozenfant.
Gli anni Venti e Trenta del XX secolo si manifestarono nelle sue opere come un periodo di riflessione sull'uguaglianza sociale; Léger aderì, infatti, al movimento che attraversò entrambe le guerre mondiali. Léger diede vita a diverse serie pittoriche, definite "cicli", che raffigurano svariati gruppi di uomini in azione: operai edili, ciclisti, subacquei. Queste tele spesso fondevano il suo interesse per la rappresentazione della tecnologia e dei macchinari con una crescente attenzione per la figura umana.
Nel 1931, Fernand Léger compì il suo primo viaggio negli Stati Uniti e scelse di stabilirsi a New York, per sottrarsi agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Léger esercitò una notevole influenza su molti pittori della Scuola di New York e tenne anche un ciclo di conferenze presso l'Università di Yale.
Nel 1945, Léger fece ritorno in Francia e aderì al Partito Comunista. La moglie morì nel 1950; nel 1952, sposò Nadia Khodossevitch. L'artista si dedicò con crescente passione all'arte pubblica e, negli anni che precedettero la sua scomparsa, realizzò mosaici, vetrate e murales in Europa e in Sud America.
Fernand Léger si spense in Francia, il 17 agosto 1955, nella sua dimora di Gif-sur-Yvette
GALLERIA - ARTE COMMENTATA
Nudi nella Foresta - Opera che riscosse grande successo al Salon des Indépendants del 1911. Rappresenta la sua rottura con l'Impressionismo e la sua affinità con il Cubismo, evidente soprattutto nella palette monocromatica e nella scomposizione delle forme in elementi geometrici.

La Città - I colori ricoprono un ruolo centrale in questa tela, che evoca il caos urbano. Si scontrano, mentre volumi e superfici piane indietreggiano e avanzano nello spazio, sovrapponendosi come frammenti di un collage, restituendo allo spettatore la sensazione di trovarsi in un angolo di strada frenetico e rumoroso.

Tre Donne - Questa tela è spesso considerata un esempio emblematico del cosiddetto "ritorno all'ordine", tendenza diffusa tra molti artisti all'inizio degli anni Venti. Essi si ritraevano, allora, da alcune delle sperimentazioni più audaci del periodo pre-Prima Guerra Mondiale, intervenendo su composizione, forma, spazio e soggetto. Sebbene il tema non sia propriamente contemporaneo, Léger non rinuncia al suo interesse per la gente comune, ma risponde piuttosto a un'esigenza artistica intrinseca.

La Gioconda con le Chiavi - In questo dipinto, si avverte un'influenza surrealista: gli oggetti rappresentati, privi di supporto, fluttuano semplicemente nello spazio, come nelle opere di Joan Miró. Léger aveva realizzato numerosi dipinti che includevano chiavi alla fine degli anni Venti. A proposito di quest'opera, l'artista spiegava: "Un giorno, dopo aver disegnato un mazzo di chiavi, mi chiesi quale elemento fosse più distante da un mazzo di chiavi e mi dissi: 'È il volto umano.' Uscii per strada e vidi in una vetrina il ritratto della Gioconda... Nessun contrasto è mai stato più netto di quello tra questo mazzo di chiavi e la Gioconda." Considerò questa "immagine rischiosa" un successo e la tenne per sé.













