Dipinto a olio dai toni cupi di un uomo di metà Ottocento, con espressione seria e una penna in mano.
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Honoré Daumier: Impegno Sociale e Resistenza Artistica (Parte 2)

Honoré Daumier: Impegno Sociale e Resistenza Artistica (Parte 2)

A

Arthur

Cura Storica

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Honoré Daumier fu una figura di spicco, un pilastro, nella storia dell'arte francese.

Scultura di Ratapoil di Honoré Daumier, un uomo scheletrico e astuto che rappresenta i seguaci di Napoleone III.
Ratapoil. Honoré Daumier. 1851

Nato a Marsiglia nel 1808, trovò presto la sua strada a Parigi come incisore e caricaturista.

Con la caduta della monarchia di Luigi Filippo, l'ambiente artistico si fece meno rigido. D'un tratto, artisti prima ignorati, come lui, in gran parte autodidatti o con una formazione pratica sul campo, poterono sottoporre le proprie opere per una potenziale selezione al Salon Annuale di Parigi.

Delle venti tele presentate, Daumier si piazzò all'undicesimo posto. Un risultato che, spronato dalla giuria, lo spinse a un impegno più serio con la pittura a olio, portandolo a realizzare, in seguito, vari dipinti a tema letterario e classico.

La sua pennellata, però, appariva ancora goffa, un po' impacciata, e per questo motivo, passava quasi inosservata ai critici.

Nel 1851, in un momento tanto concitato che portò alla fine della breve Repubblica Francese, Daumier riscoprì la sua forma d'espressione visiva più celebre: diede vita a una serie di feroci e controverse vignette politiche, e modellò una delle sue più riuscite caricature scultoree, Ratapoil.

Dipinto ad olio di Honoré Daumier raffigurante un avvocato in tribunale, gesticolante, in un'espressione quasi comica e drammatica.
Avvocato della Difesa. Honoré Daumier. 1862

Dopo il colpo di stato e l'ascesa di Luigi Napoleone al trono imperiale, la censura tornò, ancora una volta, a stringere il cerchio sulla sua produzione artistica.

Riprese, quindi, a elaborare vignette di critica sociale meno taglienti per Le Charivari. Contemporaneamente, iniziò a trascorrere più tempo fuori città, a Barbizon, in compagnia di Millet e di Henri Rousseau.

Nel 1853 cessò di esporre al Salon annuale, pur senza mai smettere di dipingere.

Nel 1860, perse il suo incarico presso Le Charivari, poiché il suo lavoro non riscuoteva più il favore del pubblico, a quanto pareva.

Per sbarcare il lunario, si dedicò allora alla produzione di acquerelli a tema contemporaneo, opere che il mercato dell'arte, in quel periodo, chiedeva a gran voce.

Litografia di Honoré Daumier raffigurante Emmanuel Arago, un politico francese, in una posa classica e solenne.
Emmanuel Arago. Honoré Daumier. 1869

Nel 1864, siglò un nuovo contratto con Le Charivari, con la promessa di proseguire quella satira sociale e politica in cui eccelleva in modo magistrale.

Ma, riprendendo il suo mestiere, si rese conto che la vista cominciava a cedergli.

Desideroso di quiete rurale, iniziò a fermarsi per periodi sempre più lunghi a Valmondois, dove affittò una casetta modesta, destinata a diventare il suo rifugio definitivo.

Nel 1870, il governo francese gli offrì la croce della Legion d'Onore, ma con discrezione, senza alcuna pubblica ostentazione.

Lui rifiutò l'onorificenza.

Continuò a creare litografie e a dipingere, ma la sua situazione economica rimase sempre precaria.

Tra il 1870 e il 1871, con lo scoppio della Guerra Franco-Prussiana che depose Napoleone III, durante il durissimo assedio di Parigi da parte dei prussiani, Daumier – eletto membro della commissione per la salvaguardia delle opere d'arte al Museo del Louvre – si oppose con fermezza agli intenti di Gustave Courbet di demolire la Colonna Vendôme.

Fu proprio in quel periodo così denso, così travagliato, della storia francese che realizzò alcune delle sue opere più incisive: litografie che affrontavano la guerra, le turbolenze civili, le privazioni che ne derivarono dall'assedio, e così via.

Per scoprire il resto di questo percorso, vi invitiamo a leggere il nostro prossimo articolo: Honoré Daumier: Eredità, Ultimi Anni e Opere Commentate (Parte 3).


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