Scultura in bronzo di Auguste Rodin, raffigurante due corpi in un abbraccio intimo, con dettagli realistici della pelle e dei muscoli.
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Il Bacio, Auguste Rodin

Il Bacio, Auguste Rodin

A

Arthur

Cura Storica

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Il Bacio, di Auguste Rodin. Impossibile non conoscerlo. È tra le sculture più celebri del grande maestro francese.

Finita nel 1889, questa scultura, un vero e proprio capolavoro, cattura un momento di intensa intimità tra due amanti, persi in un abbraccio profondo, appassionato.

Ciò che colpisce è la sua rappresentazione così vivida, quasi pulsante, delle figure umane; l'espressione di emozione, di puro amore che li lega.

Non solo un'opera d'arte, ma un simbolo senza tempo. È il romanticismo, la passione eterna. Rodin ha saputo cogliere la bellezza, l'intensità di un istante con una sensibilità ineguagliabile.

Questa creazione non è soltanto una delle vette più alte della produzione di Rodin, ma un vero e proprio faro della scultura occidentale.

Il Bacio (The Kiss) è una delle sculture più celebrate del maestro francese Auguste Rodin e venne realizzata tra il 1882 e il 1898.

Questa sontuosa opera in marmo, dove s'intravedono due innamorati nudi, fusi in un trasporto ardente, è conosciuta semplicemente come "Il Bacio".

I loro corpi, slanciati e sinuosi, creano un contrasto potente con la roccia appena sbozzata su cui poggiano. Un effetto ricercato, voluto.

Gli amanti di Rodin. Appaiono eterni, idealizzati. Rappresentano la passione più pura, universale. Sembrano indifferenti a tutto il resto. Persi. In sé.

Durante la vita di Rodin, furono realizzate tre versioni in marmo a grandezza naturale. La più antica si trova nella collezione del Museo Rodin a Parigi, una delle mete più romantiche della città. La sua posizione? Di assoluto rilievo, visibile appena il visitatore varca la soglia, al centro di una galleria al piano terra. Un impatto immediato. Fortissimo.

ORIGINE:  L'Inferno di DanteAmanti Condannati

Le radici di quest'opera affondano nel 1880. Rodin, figlio di un funzionario di polizia, nato in un quartiere operaio di Parigi, si avvicinava allora ai quarant'anni.

A quel tempo, la sua fama era già consolidata. Ed eccolo, lo stesso anno, ricevere il suo primo incarico di stato: progettare un paio di monumentali porte di bronzo per un nuovo museo di arti decorative.

Per il tema, scelse nientemeno che L'Inferno di Dante. Fin da subito, l'idea era chiara: scolpire una coppia di amanti in rilievo, proprio al centro del pannello sinistro della porta. Il gruppo, battezzato "Fede", avrebbe dovuto incarnare la passione illecita di Paolo e Francesca, anime che Dante incontra nel secondo cerchio infernale, flagellate da un turbine eterno. Un soggetto, questo, popolarissimo nell'arte dell'Ottocento.

Secondo la storia del XIII secolo, Francesca e Paolo si innamorarono perdutamente, leggendo racconti d'amore. Il marito di Francesca — che era anche fratello di Paolo — li scoprì. E li uccise a pugnalate. Rodin, però, scelse di raffigurare gli amanti nel momento del loro primo, sospirato bacio.

Osservando attentamente la scultura, un dettaglio emerge: un libro nella mano sinistra dell'uomo. Un particolare che parla.

Il Bacio - Auguste Rodin

Verso la metà degli anni Ottanta dell'Ottocento, però, i piani per il nuovo museo svanirono nel nulla. Così, le Porte dell'Inferno di Rodin – il nome con cui divennero celebri – non videro mai la fusione in bronzo se non dopo la sua scomparsa. Era il 1886. L'artista, intanto, aveva già capito: il suo bassorilievo di Paolo e Francesca avrebbe avuto ben altra resa come grande scultura a tutto tondo. E l'anno dopo, lo stato francese gli commissionò l'esecuzione in marmo.

Per il decennio successivo, l'opera restò incompiuta. Nello studio di Rodin. La sua attenzione, rivolta altrove. Verso un altro progetto.

Ma nel 1898, Rodin si decise: la espose al Salone annuale, accanto alla sua statua monolitica dello scrittore Honoré de Balzac. Se quest'ultima – con lo scrittore avvolto in un mantello che celava una protuberanza curiosamente formale – fu oggetto di scherno, "Il Bacio" fu, al contrario, un successo di pubblico clamoroso. Venne subito replicata in bronzo in diverse dimensioni, e oltre trecento modelli videro la luce.

Era il 1900. Il collezionista e intenditore d'arte Edward Perry Warren, si fece avanti, chiedendo a Rodin di considerare la produzione di una replica a grandezza naturale. Nel miglior marmo possibile. Per la sua collezione privata. L'artista francese acconsentì, firmando un contratto che specificava un compenso di 20.000 franchi, con l'esplicita clausola che l'organo genitale maschile dovesse essere "completato". La scultura finita fu consegnata nell'estate del 1904. Ma si rivelò troppo grande per la casa di Warren, finendo per essere immagazzinata. Con ben poca gloria.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Warren la diede in prestito al Comune di Lewes, una cittadina nel sud-ovest dell'Inghilterra. La scultura trovò posto nella Sala delle Assemblee, adibita a spazio ricreativo per le truppe dell'esercito di stanza in città. Lì si tenevano anche incontri di pugilato. Ma l'indecenza dei suoi protagonisti nudi risultò così scandalosa per la gente del posto – puritana, che temeva potesse incitare comportamenti lascivi tra i soldati – che fu deciso di circondarla con una griglia e coprirla con un telo. Due anni più tardi, tornò a Warren. Dopo la sua morte, nel 1928, l'opera entrò a far parte delle collezioni del Tate Museum di Londra. Un lungo viaggio, insomma.

Eppure, Il Bacio non è poi così provocatorio. Anzi, è una versione casta, di buon gusto, del desiderio. Un'eleganza che sorprende.

Forse è per questo che lo stesso Rodin la definì con una punta di disprezzo, una "grande carabattola scolpita".

Nonostante le apparenze, il vero amore non segue mai un percorso lineare. Neanche quello di Rodin, a quanto pare.

Si narra che per questa scena de Il Bacio, lo scultore si sia ispirato alla sua storia d'amore mai apertamente ammessa con Camille Claudel.


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