Dipinto storico a olio dai toni vibranti, raffigurante la battaglia per l'Indipendenza del Brasile, con Pedro Américo al centro.
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Indipendenza o Morte, il capolavoro di Pedro Américo

Indipendenza o Morte, il capolavoro di Pedro Américo

A

Arthur

Cura Storica

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Quest'opera storica di Pedro Américo, concepita a Firenze, in Italia, immortala il Principe Dom Pedro e le sue truppe nel momento cruciale del "Grido dell'Ipiranga", affiancato dalla sua guardia d'onore, pronta a garantirgli supporto.

Alcuni soldati strappano dalle armi i nastri bianchi e azzurri, simboli inequivocabili della loro lealtà al Portogallo.

Era il 1º dicembre 1822 quando il principe ereditario Pedro del Portogallo ascese al trono come imperatore Pedro I del Brasile.

I fatti narrano che, a Ipiranga, il 7 settembre 1822, il principe ereditario portoghese ricevette missive dalle Cortes, le quali annullavano ogni sua disposizione e tacciavano i suoi ministri di tradimento.

Fu allora che ruppe ogni legame con il Portogallo, sancendo la scissione definitiva del Brasile dalla madrepatria con l'eco possente: "Indipendenza o Morte!"

Nel 1885, come attestato dalle documentazioni del consigliere imperiale Joaquim Inácio Ramalho, Pedro Américo annunciò alla commissione artistica la sua intenzione di realizzare un dipinto storico celebrativo dell'atto glorioso del principe reggente Pedro I, colui che proclamò l'indipendenza del Brasile.

La proposta dell'artista non trovò subito accoglimento, frenata sia dalla carenza di fondi che dalla complessa architettura dell'edificio destinato a diventare, in futuro, il Museu Paulista.

L'accordo fu siglato il 14 luglio 1886 tra Pedro Américo e Ramalho, presidente della Commissione per il Monumento all'Indipendenza del Brasile; nei documenti si legge che l'artista avrebbe dovuto dipingere una tela commemorativa della proclamazione d'Indipendenza da parte del principe reggente D. Pedro sui campi dell'Ipiranga.

Il percorso creativo per dar vita a quest'opera si rivelò estremamente articolato.

Nella sua opera, l'artista instaura un dialogo serrato tra la storia dell'arte e le tradizionali pitture di guerra che esaltano la figura dell'eroe.

Il confronto con la pittura storica era tenuto in grande considerazione; peraltro, si trattava di una tecnica largamente adottata da molti artisti, senza che l'Accademia Imperiale di Belle Arti la etichettasse come mera copia.

Intendeva elaborare un'immagine che richiamasse le opere del passato, fedele ai canoni tecnici adoperati dagli artisti.

La sua esperienza di dieci anni prima con l'opera Battaglia di Avaí, accolta tiepidamente dalla critica che la bollò come anti-accademica, lo spinse a un'indagine più profonda delle questioni estetiche e alla pubblicazione di testi letterari, come, ad esempio, il Discorso sul Plagio nella Letteratura e nell'Arte, del 1879, anni prima di Indipendenza o Morte.

Pedro Américo si avvalse di talune immagini storiche quale ispirazione per forgiare il suo capolavoro.

Per la composizione dell'opera, si attinse a diversi dipinti come fonti ispiratrici.

Américo esaminò con attenzione le opere  Napoleone III nella Battaglia di Solferino  di Jean-Louis Ernest Meissonier  e Nella Battaglia di Friedland del 14 giugno di Horace Vernet.

Pedro Américo intese ritrarre D. Pedro come un vero statista, un'intenzione che si evince osservando la figura di Napoleone nell'opera di Meisonier.

Malgrado le molteplici affinità tra le opere, Américo adotta un espediente che le fonde, sfruttando la prospettiva per disporre tutti i personaggi all'interno della scena.

Confrontando il dipinto di Pedro Américo con quello di François-René Moreaux, si nota che quest'ultimo annovera un numero significativamente maggiore di civili.

I personaggi nel dipinto di Moreaux, invece, volgono lo sguardo al cielo.

Il risultato è un imperatore ritratto non con la tempra di leader politico, come nella visione di Pedro Américo, bensì come una figura che, nel dichiarare l'indipendenza, adempie a una volontà divina.

L'opera di Pedro Américo divenne un punto di riferimento imprescindibile per la rappresentazione dell'Indipendenza del Brasile, una narrazione che talvolta necessitava di essere reinterpretata.

Ancora oggi, è impiegata come rappresentazione ufficiale dell'indipendenza, influenzando altri lavori, tra cui il complesso monumentale del Monumento all'Indipendenza del Brasile, che ne propone una vera e propria reinterpretazione artistica.

Le opere furono realizzate dagli artisti italiani, lo scultore Ettore Ximenes e l'architetto Manfredo Manfredi, in omaggio al Primo Centenario dell'Indipendenza.

Altro lavoro degno di nota è il dipinto Sessione del Consiglio di Stato, di Georgina de Albuquerque, dove la figura dell'"eroe" si trasforma in "eroina", con protagonista della dichiarazione d'indipendenza la Principessa Maria Leopoldina.

La scena ritrae la riunione del Consiglio di Stato, presieduta da José Bonifácio, dove si riuniscono membri di spicco per discutere l'urgenza dell'indipendenza del Brasile dal Portogallo; l'artista ha immortalato questo momento storico, avvenuto il 2 settembre 1822, cruciale per la decisione sull'Indipendenza del Brasile.

Sorprendentemente, impiegò oltre quattro anni per completarla, lavorando in condizioni quasi insostenibili.

Napoleone III alla Battaglia di Solferino. Jean Louis Ernest Meissonier. 1859-1863

Alla Battaglia di Friedland del 14 giugno. Horace Vernet (c.  1870)

Un'accusa di plagio fu sollevata in merito al dipinto di François-René Moreau, intitolato La Proclamazione dell'Indipendenza.

L'accusa fu pubblicata nel 1982 dal giornalista Elio Gaspari, il quale, nella sua pubblicazione, commentò: "Accusare Pedro Américo di plagio è un presupposto dell'arte" 

Indipendenza o Morte. Pedro Américo. 1888 - Olio su tela (415 × 760 cm) - Ubicazione: Museo Paulista dell'Università di San Paolo (USP), San Paolo, Brasile

La Proclamazione dell'Indipendenza. François-René Moreaux. 1844 (2,44 m x 3,83 m). Ubicazione: Museo Imperiale di Petrópolis, Rio de Janeiro.

Monumento all'Indipendenza del Brasile nel Parco dell'Indipendenza, Ipiranga (San Paolo, Brasile)

Sessione del Consiglio di Stato. Georgina de Albuquerque. 1922 – Olio su tela (210 × 265 cm) – Ubicazione: Museo Storico Nazionale di Rio de Janeiro (RJ)


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