
La Nascita di Venere - Sandro Botticelli
Un viaggio visivo nel capolavoro di Botticelli, simbolo immortale della bellezza rinascimentale e dell'arte classica.
Indice dell'Articolo
La Nascita di Venere è un'opera cardine, prodotta durante il Rinascimento, periodo che segna il passaggio cruciale dal Medioevo all'Età Moderna.
L'opera è un richiamo evidente all'arte classica. La citazione di Botticelli alla scultura classica nella posa di Venere è limpida: la dea si erge in contrapposto, con il peso su un solo piede, una postura prediletta dall'arte greco-romana e ripresa dai primi artisti del Rinascimento italiano.
Il celebre autore, Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, nacque a Firenze, in Italia. Essendo un po' robusto, si guadagnò il soprannome di Sandro Botticelli, poiché "Botticella" significa "piccola botte" in italiano. Apprese l'arte della pittura molto presto e si distinse nettamente dagli artisti del suo tempo, che vedevano l'arte quasi come una scienza, come faceva, ad esempio, Leonardo da Vinci. Nelle sue opere, al contrario, rivelava la bellezza e la soave armonia della natura.
LETTURA DELL'OPERA - La Nascita di Venere
La Nascita di Venere si svela, narrando l'origine della dea della bellezza e dell'amore. Venere emerge dalle onde, sospinta delicatamente verso la riva dagli dei greci dei venti, e accolta a terra da una ninfa, divinità del bosco. La figura femminile appare nuda, mentre tenta, invano, di velare la sua modestia con le mani e i lunghi capelli, che le celano la zona pubica.
La tela cattura un istante dal mito greco, in cui Crono recide i genitali di Urano gettandoli in mare. Da quella spuma marina, Venere, o Afrodite, emerge completamente formata, trasportata da una conchiglia, e la dea approda infine sulle coste di Cipro.
Nel dipinto di Sandro Botticelli, che trae ispirazione da un poema del XV secolo di Agnolo Poliziano, si narra di Venere, delicatamente spinta dalla soave brezza di Zefiro, il vento di ponente, e che si libra con grazia su una gigantesca conchiglia a pettine. Una giovane donna, forse l'Ora della Primavera o una delle Tre Grazie, le corre incontro, offrendole un manto intessuto di fiori, quasi un'aura floreale.
La Nascita di Venere è assurta a un assoluto paradigma di bellezza. La sua immagine è stata incessantemente riproposta come strumento di marketing, parodiata, e magnificata come vessillo di qualità e alta cultura.
LA NASCITA DI VENERE. Sandro Botticelli. 1483 - Galleria degli Uffizi, Firenze
Sandro Botticelli, nacque attorno al 1445. Realizzò il suo primo murale affiancando Fra Filippo Lippi, uno dei maestri indiscussi della pittura fiorentina. Il suo talento lo rese presto un beniamino della famiglia Medici, già intorno al 1470.
Papa Sisto IV gli commissionò la decorazione delle pareti laterali della Cappella Sistina di Roma, allora appena ultimata.
Negli ultimi anni della sua vita, il suo lavoro volse verso temi esclusivamente religiosi e stilizzati, perseverando in uno stile più asciutto e abbandonando il naturalismo idealizzato che lo aveva contraddistinto. Fu proprio in questo periodo che l'artista aderì con fervore agli insegnamenti di un fanatico predicatore riformista; si dice che abbia persino ripudiato le sue precedenti opere non religiose.
Si spense a Firenze, il 17 maggio 1510.









