
Biografia di Henri Matisse e la sua opera: Dagli inizi all'innovazione post-fauvista
Scoprite il percorso di Henri Matisse. Dagli esordi discreti fino alla rivoluzione del Fauvismo. E poi, l'audacia dell'innovazione post-fauvista. Un viaggio imperdibile.
L'artista francese Henri Matisse, è considerato il principale esponente del Fauvismo. Un movimento artistico emerso all'inizio del XX secolo. Tra le primissime avanguardie.

Henri-Émile Benoit Matisse, o più semplicemente Henri Matisse, vide la luce il 31 dicembre 1869. Primogenito di una famiglia borghese. Suo padre, Émile Hippolyte Matisse, era un commerciante di cereali. La madre, Anna Heloise Gerard, dipingeva porcellane. La sua giovinezza trascorse lontana da ogni slancio artistico. Fu indirizzato agli studi di Diritto.
Fu dopo un intervento chirurgico, durante la convalescenza, che il giovane ripensò la sua strada. Spinto dalla madre e da letture sull'arte e l'estetica, sentì l'impulso a dipingere. Fu proprio lei, sua madre, la prima a suggerirgli di non sottostare alle regole dell'arte, ma di ascoltare le proprie emozioni. Dipinse la sua prima natura morta. Da lì, la decisione di abbracciare questa nuova via.

A ventidue anni, Matisse ottenne il permesso dal padre. Lasciare gli studi di Diritto, viaggiare verso Parigi. Iniziare a dedicarsi all'arte, a fondo. Furono cinque anni di apprendistato intensivo. Un periodo all'Académie Julian, poi nel celebre studio di Gustave Moreau. Lì incontrò, e strinse legami con, Georges Rouault e Albert Marquet, futuri protagonisti del Fauvismo.
È da quel momento che Matisse espone la sua prima opera: La Lettrice.
Nel 1898, Matisse sposa Amélie Parayre. Con lei condivide un percorso di vita e professionale. Amélie diventa una grande sostenitrice della sua arte.

Nel 1904, Henri Matisse incontra Paul Signac. Nasce un'amicizia e una collaborazione nel "puntinismo", una tecnica pittorica già impiegata da Signac e Georges Seurat.
L'estate del 1905 vede Matisse a Collioure (nel sud della Francia). Lì entra in contatto con le ultime opere di Paul Gauguin: dipinti che l'artista aveva realizzato in Oceania e portati poi in Francia.
Nel 1906, partecipa al Salone d'Autunno (SALON DI PARIGI). Presenta opere dove il colore è protagonista assoluto. Matisse sosteneva che il colore creasse il disegno stesso, evocando un'atmosfera di lusso e sensualità, sprigionando gioia pura di fronte alle forme della natura.

È il 1912 quando Matisse si reca in Nord Africa. Lascia una Parigi estasiata dalle opere dei cubisti, Picasso e Braque. Nel nuovo continente, resta affascinato da ogni cosa, soprattutto dagli arabeschi. A poco a poco, si allontana dal Fauvismo. Eppure, conserva il suo amore per il colore e abbraccia un certo primitivismo, influenzato dalla pittura africana.
Dopo la dissoluzione del movimento fauvista, la sua pittura accoglie influenze cubiste. Inizia a inserire linee rette e forme geometriche nelle sue creazioni.
Nel 1914, si stabilisce a Nizza. Inizia a dipingere odalische: figure femminili, bellissime e vibranti di colore. Pensiamo alla sua Odalisca nella poltrona, un'opera dove il rosso è dominante. Lì, il colore diventa protagonista assoluto.
In La Tristezza del Re, l'artista usò una tecnica mista: collage e tempera. Impiegò undici colori, distribuiti su diverse forme. Rombo gialli, forse foglie o lacrime. Una probabile odalisca verde a sinistra. Al centro, il re, vestito di nero con fiori gialli, impugna un violino – strumento che egli stesso suonava. A destra, una ballerina in bianco e nero. Un autoritratto biografico, l'ultimo: 'Re Matisse'
Per proseguire in questo percorso e comprenderne il resto, vi invitiamo al nostro prossimo articolo: Biografia di Henri Matisse e la sua opera: L'eredità della Cappella del Rosario e Galleria Essenziale.









