Dipinto a olio realistico di un caffè urbano notturno, con luci calde e ombre scure, raffigurante tre persone sedute davanti a una vetrina.
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Nighthawks (Falchi della Notte). Edward Hopper

Nighthawks (Falchi della Notte) di Edward Hopper è un'opera iconica che cattura l'alienazione e la solitudine urbana, definendo l'arte americana del Novecento.

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Arthur

Cura Storica

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Il genio dedicò l'anima a dipingere il soffitto della cappella più celebre del mondo.

Sorprendentemente, impiegò oltre quattro anni, lavorando in condizioni quasi asfissianti.

Nighthawks, o Falchi della Notte, è un'opera pittorica fondamentale dell'artista americano Edward Hopper, considerata la sua più celebre creazione.

Parte della collezione dell'Art Institute of Chicago, l'opera è la più richiesta e ricercata sin dalla sua acquisizione.

Questo quadro iconico ha contribuito a delineare il modernismo, affermandosi come uno dei più riconoscibili dell'arte americana del Novecento.

Stando al diario di Josephine Nivison, moglie di Hopper, l'opera fu ultimata il 21 gennaio 1942 a New York, appena settimane dopo il bombardamento di Pearl Harbor.

Per questo, la si interpreta spesso come un'espressione dell'alienazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Erano tempi turbolenti. Tutti paranoici per un possibile nuovo attacco; New York, intanto, si esercitava con continui blackout, celando la città nell'oscurità in previsione di un'altra incursione aerea.

Hopper iniziò a dipingere subito dopo l'attacco a Pearl Harbor. Un sentimento di mestizia si diffuse in tutta la nazione, poi riflesso nel quadro, mentre le luci nello studio dell'artista rimanevano accese.

Nel gennaio 1942, Josephine scrisse alla cognata Marion, sorella dell'artista, riguardo al nuovo dipinto: "Ed ha appena finito un quadro molto bello - un bancone di tavola calda di notte con tre figure. Night Hawks sarebbe un buon titolo. Lui ha posato per i due uomini nello specchio e io per la ragazza. Ci ha lavorato circa un mese e mezzo."

Dettaglio 1 di Nighthawks, Edward Hopper, 1942
Nighthawks (dettaglio 1). Edward Hopper. 1942

Il dipinto ritrae quattro personaggi, seduti in una tavola calda notturna, arredata in modo essenziale: una donna e tre uomini.

Un'unica fonte luminosa rischiara l'interno, proiettando bagliori verso l'esterno, su una strada deserta, quasi il mondo avesse tirato i remi in barca.

Poste in relazioni ambigue, nessuna delle quattro figure sembra interagire con le altre.

Dettaglio 2 di Nighthawks, Edward Hopper, 1942
Nighthawks (dettaglio 2). Edward Hopper. 1942

Con la sua scena essenziale, la luce drammatica e una quiete diffusa, il quadro invita l'osservatore a calarsi agevolmente nell'atmosfera, nelle vie della città.

La vera protagonista sembra la tavola calda stessa, con quelle sue vigorose linee diagonali, evidenziate dal bancone e dai sedili.

Eppure, senza porte d'accesso, lo spettatore si ritrova escluso dalla scena. Una lastra di vetro senza giunture gli consente di penetrare il mondo privato del locale e dei suoi Falchi della Notte, solo attraverso lo sguardo, dalla strada.

Hopper nutriva una vera ossessione per la luce: il suo modo di posarsi su case e persone attraverso le finestre, le sfumature che generava.

In Nighthawks, la luce fluorescente giallastra rimpiazza il sole, sottolineando la profonda intuizione dell'artista sulle potenzialità espressive del chiarore che danza su forme essenziali.

L'insegna sopra il caffè che pubblicizza sigari a 5 dollari e la cassa visibile da una delle finestre esterne, suggeriscono un frammento di quotidianità americana.

La scena è silente e serena, il che accentua ulteriormente l'intensa sensazione di isolamento.

Hopper affermò che il dipinto "fu ispirato da un ristorante su Greenwich Avenue, dove due strade si incrociano", aggiungendo di aver notevolmente semplificato la scena e ingrandito il locale.

Per decenni il pubblico ha tentato di individuare quel ristorante specifico a New York; tuttavia, dopo approfondite ricerche, la conclusione è che non sia mai esistito un luogo reale.

Molti la percepiscono come una fusione riuscita di quei luoghi comuni, spesso dimenticati, che compongono una città moderna come New York e innumerevoli altre.

Contraddistinta da una narrativa aperta, questa pittura incarna l'interesse dell'artista per temi quali l'alienazione, la malinconia, il voyeurismo e le relazioni ambigue. Il termine Falchi della Notte, poi, è usato figurativamente per indicare chi rimane sveglio fino a tardi, e si lega naturalmente a uccelli dai costumi notturni, proprio come i falchi.

Hopper negò di aver intenzionalmente infuso quest'opera, o qualsiasi altra, con simboli di isolamento umano e vuoto urbano; ammise, però, e dichiarò che in Nighthawks, "inconsciamente, probabilmente, stavo dipingendo la solitudine di una grande città."

Pezzo importante della cultura americana, l'opera possiede anche la capacità di evocare una nostalgia per un'America di un'epoca ormai trascorsa.

Eppure, Nighthawks di Hopper resta attuale, oggi come allora, quale sottile critica al mondo moderno: quel mondo in cui tutti viviamo, dove una sensazione schiacciante di solitudine prevale, e dove un profondo desiderio, ma anche l'incapacità ultima, di connettersi con chi ci circonda si fa sentire.

Nighthawks, Edward Hopper, 1942

Titolo: Nighthawks

Autore: Edward Hopper

Anno: 1942

Tecnica: olio su tela

Dimensione: 84.1 × 152.4 cm

Localizzazione: Art Institute of Chicago


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