Pittura a olio che ritrae l'artista Raffaello Sanzio al lavoro sulla sua celebre opera, con pennellate fini e dettagli realistici.
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Raffaello Sanzio: Biografia e Opere: Eredità, Omaggio e Prime Opere Maestre (Parte 2 di 3)

Raffaello Sanzio: Biografia e Opere: Eredità, Omaggio e Prime Opere Maestre (Parte 2 di 3)

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Arthur

Cura Storica

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Qui giace Raffaello, che quand'era vivo fece temere a Madre Natura d'essere da lui vinta, e quando morì ella temette di morire con lui.

Raffaello Sanzio - Sepolcro di Raffaello

A differenza di molti altri grandi pittori, riconosciuti solo anni dopo la loro dipartita, Raffaello si spense giovane, eppure all'apice della sua carriera.

La sua arte, nel perseguire una bellezza terrena idealizzata, finì per conferire alle immagini una grazia divina, quasi a sussurrare che la vera essenza umana risiede nella somiglianza con il divino.

L'EREDITÀ

Oltre a essere un pittore insigne, Raffaello fu anche un insegnante di grande spessore, capace di elevare i suoi collaboratori a standard di eccellenza superiori.

La sua bottega, una delle più vaste di Roma, contava oltre cinquanta allievi.

Il suo fervore e il suo ineguagliabile talento fecero sì che la sua scuola diventasse un crocevia celebre per l'arte.

La potenza della sua bottega permise altresì che lo stile pittorico di Raffaello si diffondesse con capillarità in ogni angolo d'Italia.

Per molti anni a venire, il suo inconfondibile stile, fatto di forma perfetta e armonico equilibrio, fu tramandato nelle più prestigiose accademie d'arte.

“Coloro che possiedono doni così rari e numerosi, come quelli che si vedono in Raffaello da Urbino, non sono semplicemente uomini, ma divinità mortali.” (Giorgio Vasari)

GALLERIA - OPERE COMMENTATE

Resurrezione di Cristo - Quest'opera, la cui attribuzione a Raffaello fu a lungo dibattuta, è oggi unanimemente riconosciuta dagli specialisti d'arte.

Vi si scorgono tratti distintivi del suo stile compositivo, ancora legato alla sua fase fiorentina.

Fa parte della collezione del Museo d'Arte di San Paolo, in Brasile.

Raffaello Sanzio - Resurrezione di Cristo

Crocifissione - Si tratta di una delle sue prime fatiche, dove l'influenza del suo maestro, il Perugino, è palpabile.

Originariamente era una pala d'altare destinata alla Chiesa di San Domenico a Città di Castello, non lontano da Urbino, la città natale di Raffaello.

Il dipinto raffigura Gesù inchiodato alla croce, circondato da angeli intenti a raccogliere il suo sangue in calici.

Alla sinistra di Gesù si inginocchia Maria Maddalena, con Giovanni Evangelista che le sta dietro.

Alla sua destra, in piedi, troviamo Maria, madre di Gesù, e San Girolamo inginocchiato.

Ai piedi della croce campeggia l'iscrizione in lettere argentate RAPHAEL / VRBIN / AS /.P.[INXIT] (Raffaello da Urbino dipinse questo).

Raffaello Sanzio - Crocifissione

San Giorgio e il Drago - È con ogni probabilità la prima versione in cui l'artista si confronta con questo soggetto.

Fu commissionata dal Duca di Urbino, che intendeva farne dono al re d'Inghilterra, paese che annovera questo santo tra i suoi patroni.

Raffaello è passato alla storia come il pittore delle Madonne, figure simultaneamente mistiche, dolci e di una sensualità discreta.

Quest'affresco, situato in uno dei vani della casa dell'artista a Urbino, fino a poco tempo fa era attribuito dagli storici a suo padre; oggi si propende per l'ipotesi che sia stato lo stesso Raffaello a dipingerlo durante l'adolescenza, sotto la guida paterna di Giovanni Santi.

Raffaello Sanzio - Madonna della Casa Santi

Madonna del Prato - Ecco un esempio emblematico dell'arte raffaellesca.

La composizione si avvale della medesima tecnica leonardesca, dipingendo figure che prendono forma da una base triangolare.

Realizzò anche innumerevoli immagini di Madonne, intrise di tenerezza e compassione, donando alla pittura una grazia, una soavità e una serenità senza pari.

Un luminoso contrasto con i tempi politicamente turbolenti del Rinascimento.

Raffaello, in quasi ogni sua opera, si serviva di forme geometriche come fondamento. Emblematico è il caso delle tre mitiche sorelle da lui ritratte, “Le Tre Grazie”, la cui configurazione disegna un esagono irregolare formato dalle mani che reggono le mele, dai piedi di ciascuna e dalle loro teste.

Questo è il suo primo studio in cui il nudo femminile è ritratto sia frontalmente che di schiena.

Non fu probabilmente basato su modelli dal vivo, bensì si ritiene che l'ispirazione gli sia giunta da una scultura classica analoga, ammirata a Siena, città del centro Italia.

Raffaello Sanzio - Le Tre Grazie

Per proseguire in questo viaggio di scoperta, vi invitiamo a leggere il nostro prossimo articolo: Raffaello Sanzio: Biografia e Opere: Grandi Affreschi e Eredità Eterna (Parte 3 di 3).


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