
Biografia di Lygia Clark: L'Arte Corporea, l'Eredità Terapeutica e Opere Chiave
Biografia di Lygia Clark: L'Arte Corporea, l'Eredità Terapeutica e Opere Chiave
Indice dell'Articolo
Nel 1972, fu invitata a tenere un corso sulla comunicazione gestuale alla Sorbona di Parigi. Qui ebbe modo di sperimentare esperienze sensoriali collettive con ampie classi di studenti.
Divenne sempre più critica verso le istituzioni artistiche, in particolare i musei, e iniziò a concepire il suo lavoro come un vero e proprio abbandono dell'arte tradizionale.
In quel periodo attraversò una serie di crisi psicologiche e sessuali, intraprendendo la psicoanalisi e terminando il trattamento nel 1974, a favore di un nuovo regime terapeutico alternativo.
Lygia Clark fece ritorno a Rio de Janeiro nel 1976. Lì avviò un'attività come terapeuta e guaritrice, accogliendo pazienti individuali nella sua casa.
Queste sessioni prevedevano l'applicazione di 'oggetti relazionali' o oggetti relazionali auto-concepiti sui corpi dei suoi pazienti.
Denominò il suo metodo terapeutico Strutturazione del Sée, all'inizio degli anni '80, già formava psicologi, artisti e terapeuti.
Il Brasile del 1976 era un luogo profondamente diverso dall'ambiente culturale radicale che Clark aveva lasciato nel 1968.
Un nuovo programma culturale, sponsorizzato dal governo e incentrato sull'intrattenimento di massa, aveva sostituito quell'atmosfera di sperimentazione e dialogo che aveva plasmato la scena artistica tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Diverse figure culturali di spicco erano ormai scomparse. Tra queste, l'ex leader del Grupo Frente, Ivan Serpa, e il suo caro amico Hélio Oiticica, colpito da un ictus improvviso nel 1980.
Questi ultimi anni le furono particolarmente gravosi. Lottava, infatti, sia finanziariamente che emotivamente; la sua salute si stava deteriorando, aggravata da un consumo eccessivo di alcol.
Nel 1988, l'artista fu colpita da un infarto fatale, spegnendosi nel suo appartamento a Copacabana il 25 aprile, all'età di 67 anni.
EREDITÀ
Rompendo le barriere tra arte e vita, Clark sfidò le concezioni preesistenti su cosa l'arte potesse o dovesse essere.
In questo senso, resta un punto di riferimento fondamentale per gli artisti contemporanei che si confrontano con i limiti delle forme d'arte convenzionali.
GALLERIA

OPERA COMMENTATA: Caminhando

Il Nastro di Möbius (oggetto elaborato nel 1858 dal matematico tedesco August Ferdinand Möbius) esercitava un fascino singolare su Lygia Clark.
Benché sia una linea, non assolve alla funzione che la sua forma implica. Non compie alcun atto di separazione, non distinguendo tra interno ed esterno, fronte o retro.
L'opera è, perciò, una linea non funzionale che esiste come azione, non come oggetto fisico.
Il camminare attiva e anima la linea statica che dimora in disegni o dipinti, ricreandola come un evento necessariamente finito, la cui durata si estende solo finché la carta non viene tagliata così sottilmente da impedire alla linea di proseguire, diversamente da una linea disegnata o dipinta.
L'artista dichiarò: "L'atto è ciò che produce Caminhando; nulla esiste prima e nulla dopo."
Suggestiva la sua proposta di smaterializzazione dell'oggetto d'arte e la svolta verso un'arte basata sul processo e sulla partecipazione del pubblico. Clark invitò chiunque fosse interessato a vivere questa esperienza a tagliare un Nastro di Möbius, usando le forbici, lungo la sua lunghezza, rendendolo il più sottile possibile, senza romperlo.
Una volta tagliato il primo segmento (che era, in sostanza, la circonferenza di un cerchio), il partecipante — che a quel punto si trasformava nell'autore dell'opera, sfidando le nozioni preconcette di autorialità artistica — doveva scegliere se dirigere le forbici a sinistra o a destra del taglio già fatto.

Da quel momento in poi, Lygia Clark iniziò a definire tutte le sue opere 'proposizioni'. Questo termine pone l'accento sull'azione liberamente scelta da un partecipante quale fondamento dell'opera; il risultato, infatti, dipende dalle proposizioni di ogni essere umano, proprio come accade nella vita.









