Dipinto a olio realista che ritrae l'opera "Il Campo di Lavoro" di Jean-François Millet, caratterizzato da colori terrosi e sfumature di luce.
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Realismo: Altri Maestri Francesi e i Loro Diversi Contributi

Realismo: Altri Maestri Francesi e i Loro Diversi Contributi

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Arthur

Cura Storica

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Malgrado l'insistenza di Courbet sul fatto che il socialismo permeasse la sua pittura realista, non tutti gli artisti del Realismo abbracciavano i suoi medesimi obiettivi politici.

Tuttavia, condividevano un profondo interesse per la vita del popolo e il desiderio impellente di ritrarla nell'arte colta.

Jean-François Millet (1814-1875) ci ha lasciato un trittico memorabile: Le Spigolatrici, Il Seminatore e L'Angelus. Queste opere, pur raffigurando la dura fatica della classe contadina con profonda dignità, sfoggiano un'atmosfera meno polemica rispetto alle tele di Courbet.

Eppure, perfino la, a prima vista, innocua celebrazione da parte di Millet della colonna vertebrale rurale della Francia venne accolta come un potenziale, pericoloso contenuto socialista dalla critica conservatrice, specie all'indomani della Rivoluzione del 1848, che aveva elargito maggiori diritti agli uomini delle province.

Jean-François Millet. Autoritratto 1881
Jean-François Millet. Autoritratto 1881

Le tele di Jules Breton , invece, furono percepite come un'alternativa più rassicurante e, non a caso, vennero etichettate come "realismo popolare".

Nella sua importante opera Le Spigolatrici, egli riprende la stessa pratica dipinta da Millet, laddove donne povere delle campagne raccolgono le spighe di grano lasciate a terra dopo la mietitura.

Tuttavia, Breton concepì la scena svolgersi all'interno di un ordine assai più rigido, con un uomo e il suo cane a dominare la composizione, supervisionando inequivocabilmente il lavoro nei campi.

Jules Breton. Autoritratto. 1895
Jules Breton. Autoritratto. 1895

Jean-Baptiste Camille Corot (1796-1875), forse, è celebre soprattutto per aver elevato il genere del paesaggio a dignità indipendente, facendone un precursore dell'Impressionismo. Sebbene a volte inserisse piccole figure per accontentare certi canoni accademici, magari con temi storici o allegorici, la sua vera passione era il genere da lui stesso ideato.

Pittore di paesaggi incantevoli, le sue opere sono magistrali nell'uso sapiente delle sfumature tonali e per quel velo malinconico, quasi nostalgico, che le avvolge. Tale sentimento potrebbe derivare, in buona parte, dall'eco della Rivoluzione Industriale, i cui effetti, però, non compaiono esplicitamente in alcuna sua tela.

Il ritratto di una giovane donna in posa, che evoca in qualche modo la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, è una delle sue opere più celebri, intitolata La Donna con la Perla.

Ritratto di donna con una perla di Jean-Baptiste Camille Corot

La pittrice Rosa Bonheur (1822-1899), i cui genitori, di vedute assai progressiste, le permisero fin da giovanissima di studiare anatomia animale in stalle e macelli, conquistò la sua prima fama con un dipinto commissionato dal governo, raffigurante quattro contadini che conducono un bue ad arare un campo.

Essendo considerata una semplice descrizione di una scena rurale, questo primo esempio di realismo fu risparmiato dalle critiche feroci rivolte alle grandi opere di Courbet.

Nella sua opera più significativa, La Fiera dei Cavalli, l'artista palesò ulteriormente la sua attenzione al lavoro e la straordinaria capacità di orchestrare composizioni dinamiche attraverso un'osservazione acuta.

Per comprendere il prosieguo di questo viaggio, continuate nel nostro prossimo articolo:

Realismo: Espansione Globale, Artisti Internazionali e Eredità nell'Arte.


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