Dipinto a olio di Tarsila do Amaral, che ritrae un paesaggio brasiliano con colori vibranti e linee geometriche, ispirato al modernismo.
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Tarsila do Amaral: Opere Iconiche, Pannelli e gli Ultimi Anni del Modernismo

Tarsila do Amaral: Opere Iconiche, Pannelli e gli Ultimi Anni del Modernismo

A

Arthur

Cura Storica

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Tarsila realizzò due pannelli nella sua carriera, entrambi negli anni '50.

Nel 1954, portò a termine la Processione del Santissimo, creata per le celebrazioni del IV Centenario della Città di San Paolo.

Pannello che raffigura una processione religiosa, con figure stilizzate e colori tenui, tipico dello stile di Tarsila do Amaral.
Processione del Santissimo. 1954

Nel 1956, per la Editora Martins, creò un altro pannello, intitolato Battesimo di Macunaíma.

Sebbene il tema abbracci diverse questioni d'interesse per l'artista, questa pittura è vista come distante dal resto della sua produzione, a causa delle sue tonalità contrastanti e cupe, della stilizzazione delle figure, dei dettagli, e della composizione stessa.

Pannello che mostra una scena di battesimo, con personaggi stilizzati in un'atmosfera misteriosa e colori scuri, come nel modernismo brasiliano.
Battesimo di Macunaíma. 1956

ULTIMI ANNI...

Ritratto in bianco e nero di Tarsila do Amaral, sorridente, in età avanzata.

Verso la fine della sua vita, Tarsila soffriva di gravi problemi alla schiena, cosa che la costrinse all'uso di una sedia a rotelle.

Si spense il 17 gennaio 1976, all'età di 86 anni, a San Paolo, e fu sepolta nel Cimitero della Consolação.

Nel corso della sua carriera come artista visiva, sono state catalogate 2132 opere.

Oltre ai dipinti, cinque sculture, centinaia di disegni, illustrazioni, incisioni e murales.

Ma ciò che conta di più è come abbia saputo portare le arti brasiliane nel modernismo mondiale, contribuendo a forgiare uno stile unico, autenticamente brasiliano.

 ARTE COMMENTATA

Tarsila do Amaral, Ritratto di Mário de Andrade. Olio su tela, 1922. L'artista raffigura l'amico scrittore con uno stile modernista e colori vibranti.
Ritratto di Mário de Andrade. Tarsila do Amaral. 1922 - Luogo: Palácio Boa Vista (Campos do Jordão, San Paolo. SP)

Lettera di Mário de Andrade a Tarsila do Amaral:

Illustrissima Signora Tarsila do Amaral

Parigi

San Paolo, 11-01-1923

"Cara amica,

Se è pur vero che Greci e Romani trattavano i loro dèi con amichevole familiarità, credo sia stato il cristianesimo a portare agli uomini occidentali il timore per le entità divine.

Mi accosto a te con timore. Credo tu sia una dea: NEMESI, signora dell'equilibrio e della misura, nemica degli eccessi.

Quando un uomo terreno era fin troppo felice, vedeva crescere terre e ricchezze, e aveva intorno a sé braccia, labbra d'amore, corone di gloria e solo gioie, allora Nemesi appariva.

Giungeva lenta, con il suo passo lento, senza rumore.

Ma all'uomo terreno sfuggivano ricchezze, gioie.

Perdeva amore, gloria e sorriso.

Tu sei Nemesi, senza dubbio.

Io ero sano.

Allegro, fiducioso, coraggioso.

Ma Nemesi si avvicinò a me, con il suo passo lento, lentissimo.

Poi si allontanò.

Malattie.

Stanchezze.

Sconforti.

Ancora per tutto fine dicembre sono rimasto a letto.

Ora torno dalla fattoria dove ho riposato per 10 giorni.

Ma sarà davvero Nemesi?

Che tu sia una dea, ne sono certo: per il tuo portamento, per la tua intelligenza, per la tua bellezza.

Ma la dea che reprime l'eccesso dei piaceri?

Non credo.

Il tuo ricordo mi inonda solo di gioia e soavità.

Sei piuttosto un conforto che un dispiacere.

La vera, eterna Nemesi, sono le ore implacabili che trascorrono giorno e notte, giorno e notte, sole e oscurità.

Sono nei mesi dell'oscurità.

È stata la debolezza a farmi pensare che tu fossi Nemesi.

Perdono.

Sono ai tuoi piedi, in ginocchio.

Ancora una volta: perdono.

Aspetto la tua lunga lettera, che racconti brevi cose di Parigi.

Già immagino la bellezza del mio Picasso.

Grazie.

Dimmi qualcosa dell'Arte.

Stai già lavorando?

Dipingi molto?

Hai ricevuto Klaxon n° 7?

Addio.

Mário de Andrade 

La Nera

A Parigi, Tarsila fu allieva del celebre pittore Fernand Léger.

Quando terminò di dipingere questa tela, l'impressionò a tal punto che egli la mostrò a tutti i suoi allievi, definendola un lavoro eccezionale.

In questa pittura, sul fondo della tela, troviamo elementi cubisti; è anche considerata precorritrice dell'Antropofagia nell'opera dell'artista.

Questa donna di colore dai seni pronunciati fece parte dell'infanzia di Tarsila do Amaral, dato che suo padre era un grande proprietario terriero e le donne nere, spesso figlie di schiavi, erano le "amas-secas", sorta di bambinaie che si prendevano cura dei bambini.

Pittura di Tarsila do Amaral 'A Negra', raffigurante una donna di colore con grandi seni in stile modernista, e una foto dell'artista.
La Nera. Foto e dipinto. Tarsila do Amaral. 1923

Carnevale a Madureira - 

Tarsila "trasferisce" la Torre Eiffel di Parigi a Rio de Janeiro, con l'intento di registrare i suoi ricordi di viaggio e del tempo vissuto lì. Vi troviamo anche il celebre dirigibile e le pietre della fattoria dove nacque, a evocare la sua infanzia e le esperienze vissute fino ad allora, il tutto ambientato a Madureira, un quartiere bohémien e roccaforte del famoso carnevale carioca.

Pittura 'Carnaval em Madureira' di Tarsila do Amaral, che mostra la Torre Eiffel, un dirigibile e un paesaggio brasiliano stilizzato in colori vivaci.
Carnevale a Madureira. 1924

Tarsila dichiarò a proposito di una delle sue opere più famose: "La Cuca è nella brasilianità, nella nostra cultura. Ho inventato la Cuca, così come la immagino. Ho mescolato vari animali della nostra fauna e ho usato colori che, prima di questa fase pittorica, non impiegavo. Mi sconsigliavano di usare questi colori splendidi e vividi: vivi e forti." E proseguì…  "Sto creando delle creature molto brasiliane che sono state molto apprezzate. Ora ne ho fatta una che si intitola La Cuca. È una bestia curiosa, nella boscaglia con un rospo, un armadillo e un'altra creatura inventata."

Pittura 'A Cuca' di Tarsila do Amaral, che raffigura una creatura mitologica colorata e stilizzata nel mezzo di una natura esuberante, con altri animali come un armadillo e un rospo.
La Cuca. Tarsila do Amaral. 1924

Il Venditore di Frutta -

Questo quadro ci riporta a un mondo lirico, quello di un paese tropicale rigoglioso di frutti e paesaggi ameni.

Quella piccola barca che attraversa l'oceano porta con sé numerosi simboli, come i frutti della terra, a significare l'abbondanza che abbiamo in questo immenso paese.

Il personaggio ritratto in primo piano, con il suo grande cappello, è il simbolo del lavoro nei campi.

Nella sua forma e nel suo colore, fa rima con gli ananas e le grandi arance.

Pittura 'Il Venditore di Frutta' di Tarsila do Amaral, raffigurante un venditore con un grande cappello e una barca carica di frutta esotica, in uno stile colorato e stilizzato.
Venditore di frutta. 1925 (Fase Pau-Brasil)
Pittura di Tarsila do Amaral 'Religione Brasiliana', che presenta figure stilizzate e elementi della natura in una composizione vibrante e spirituale.
Religione Brasiliana. 1927 - Olio su tela (63x76 cm) - Collezione Artistico-Culturale dei Palazzi del Governo dello Stato di San Paolo

  • La Luna - 
Tarsila donò questo quadro a suo marito, all'epoca lo scrittore Oswald de Andrade. Si dice che lui lo conservò fino ai suoi ultimi giorni di vita, anche dopo che la coppia si separò.

Osservando questa pittura, si nota che gli elementi della natura, come la luna e il cactus, sono dipinti in modo stilizzato, così come il resto della composizione ci rimanda ai sogni e ai deliri della pittrice.

Pittura 'La Luna' di Tarsila do Amaral, che presenta una luna luminosa sopra un cactus stilizzato in un paesaggio notturno enigmatico, con colori tenui e sognanti.
La Luna. Tarsila do Amaral. 1928

  • CARTOLINA - In questa tela del 1929, ammiriamo la bellissima città di Rio de Janeiro, il più grande biglietto da visita del Brasile. La scimmia è un animale antropofagico di Tarsila che compone questa splendida opera.

Pittura 'Cartolina' di Tarsila do Amaral, raffigurante il paesaggio di Rio de Janeiro con una scimmia in primo piano, in uno stile che unisce elementi modernisti e tropicali.
Cartolina. 1929
Autoritratto di Tarsila do Amaral del 1930, un ritratto contemplativo che riflette un anno di difficoltà personali e politiche, mostrando l'artista con espressione pensierosa e colori sobri.
Questo è un autoritratto dell'artista, diverso dai precedenti e dai successivi; fu l'unica pittura realizzata nel 1930. Fu per lei un anno di riflessione: eventi tristi segnarono la sua vita in quel periodo. Nel 1929, la ricca famiglia di Tarsila perse la fortuna con la crisi finanziaria internazionale scatenata dal crollo della borsa di New York. Nel 1930, un colpo di Stato pose fine alla cosiddetta Era Vargas. Nello stesso anno, il suo compagno Oswald de Andrade si separò da lei, innamoratosi della scrittrice Patrícia Galvão, nota come Pagu.
Pittura di Tarsila do Amaral 'Sarte' del 1950, raffigurante sarte al lavoro in un ambiente modernista e stilizzato, con colori pastello.
Sarte. 1950. Olio su Tela (73,3 x 100,2cm). Collezione del MAC-USP
Pittura di Tarsila do Amaral 'Terra, Primavera' del 1946 o 'Spiaggia' del 1947, che presenta figure distorte e paesaggi surrealisti, con una figura femminile gigantesca che si fonde con la terra o il mare.
Terra, Primavera (1946) e Spiaggia (1947), sono paesaggi dalle caratteristiche surrealiste, nei quali la pittrice ritorna alla descrizione della vegetazione e propone grandi distorsioni corporali, in contrasti che accrescono l'atmosfera fantastica. In "Terra" vi è uno scenario ambiguo e metamorfico. La sua materia non è né densa né fluida, è terra confusa col mare, che nell'immensità raggiunge l'orizzonte per mescolarsi al cielo. La figura femminile gigantesca, distesa sul suolo, con esso si confonde. Anche lei è territorio di dubbi: se sia una donna gigante o difforme, con gambe e braccia di un essere mitico e, come l'Abaporu

FASE NEO PAU BRASIL

A partire dagli anni '50, Tarsila riprende la tematica della sua fase Pau Brasil, quando produsse "La Fattoria", e proseguì con splendidi dipinti caratteristici di quel periodo.

"Sono profondamente brasiliana e studierò il gusto e l'arte dei nostri "caipiras" (contadini dell'entroterra). Spero, nell'entroterra, di imparare da coloro che non sono ancora stati corrotti dalle accademie". - Tarsila do Amaral

Pittura 'Fattoria' di Tarsila do Amaral del 1950, che mostra una fattoria brasiliana stilizzata con case colorate, animali e vegetazione esuberante, in uno stile modernista e tropicale.
Fattoria. 1950. Olio su Tela. Collezione privata - San Paolo
Pittura 'Il Porto' di Tarsila do Amaral del 1953, che raffigura un porto brasiliano con navi, magazzini e persone in un paesaggio stilizzato e geometrico, con colori vivaci.
Il Porto. Tarsila do Amaral. 1953


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