
Biografia di Camille Pissarro: Dall'Infanzia agli Anni Impressionisti
Biografia di Camille Pissarro: Dall'Infanzia agli Anni Impressionisti
Camille Pissarro è annoverato tra i più insigni impressionisti. Le sue meravigliose scene di vita rurale e quotidiana sono diventate immediatamente riconoscibili per lo stile, per la ricchezza cromatica.
Il ruolo cruciale di Pissarro, come artista e mentore, nello sviluppo dell'arte moderna di fine Ottocento, merita di essere sottolineato. Egli stesso fu maestro di numerosi artisti post-impressionisti, tra cui il pioniere del puntinismo Georges Seurat, ma anche Vincent Van Gogh e Paul Gauguin.
BIOGRAFIA
Jacob-Abraham-Camille Pissarro nacque il 10 luglio 1830 in una famiglia di mercanti, a Charlotte-Amalie, sull'isola di St. Thomas, all'epoca parte delle Indie Occidentali Danesi. A dodici anni, fu mandato in un collegio a Parigi per ricevere un'istruzione formale. Fu proprio lì che ebbe il primo incontro con i maestri francesi, visitando i musei. Terminati gli studi, il giovane artista tornò a St. Thomas e iniziò a lavorare con il padre, supportandolo negli affari di famiglia.
All'età di 21 anni, Camille Pissarro incontrò il pittore marino danese Fritz Sigfred Georg Melby. Quest'ultimo lo ispirò a iniziare a dipingere e ben presto divenne suo amico e mentore. Camille decise di lasciare il suo impiego e la famiglia per trasferirsi in Venezuela, dove, insieme a Fritz, trascorse due anni a lavorare come artista. Pissarro disegnò ogni cosa: scene di villaggio, paesaggi, tanti schizzi che avrebbero potuto riempire numerosi taccuini.

Tornato a Parigi, Pissarro poté contare sul sostegno della famiglia per perfezionare la sua arte. Appena arrivato, partecipò all'Esposizione Universale e lì conobbe le opere di Jean-Baptiste-Camille Corot. Fu profondamente influenzato dal suo lavoro e studiò direttamente con lui, oltre che con Gustave Courbet e Charles-François Daubigny.
In questo periodo, comprese appieno l'importanza di esprimere le bellezze della natura. Iniziò a lasciare la città per dipingere scene di campagna, catturando la realtà quotidiana della vita nei villaggi. Trovò la campagna francese estremamente pittoresca, degna di essere ritratta. A differenza di Corot, Pissarro prediligeva completare i suoi dipinti all'aperto, in una sola sessione, conferendo alle sue tele una sensazione di maggiore immediatezza e realismo.
Pissarro frequentò anche l'Académie Suisse, una scuola d'arte fondata da Charles Suisse, dove gli studenti potevano studiare modelli dal vivo. Fu in questo periodo che incontrò alcuni dei suoi contemporanei: Claude Monet, Armand Guillaumin e Paul Cézanne. Il gruppo era unito da una visione artistica comune.
Nel 1871, Pissarro sposò Julie Valley. Insieme ebbero otto figli, uno dei quali, Lucien Pissarro, divenne un celebre pittore e incisore. Vivevano a Louveciennes, una comunità francese, quando scoppiò la Guerra Franco-Prussiana. Pissarro e la sua famiglia fuggirono a Londra, dove vissero per alcuni anni. Durante quel periodo, realizzò alcune tele straordinarie che indagavano la crescita urbana in certi villaggi attorno a Londra.

Terminata la guerra, tornarono in Francia. Lì l'artista scoprì che gran parte del suo lavoro iniziale era andata distrutta. Pissarro iniziò a lavorare al fianco di Paul Cézanne, Edgar Degas, Auguste Renoir e Claude Monet. Fu in quel periodo che Pissarro, insieme a questi artisti, partecipò alla mostra collettiva della Società Anonima degli Artisti, un'iniziativa che permetteva esposizioni pubbliche a pittori all'epoca non accettati al Salon Ufficiale di Parigi. La prima esposizione, nel 1874, riscosse un discreto successo e contribuì a consolidare il movimento impressionista.
Una delle caratteristiche distintive dell'impressionismo era la pittura en plein air: l'artista si recava in campagna, a contatto diretto con la natura, munito di cavalletto e tela. Pissarro fu un fervente sostenitore di questo metodo, incoraggiando gli artisti più giovani a fare altrettanto.
Il 10 aprile 1879 si tenne a Parigi la quarta esposizione impressionista. Pissarro, unico artista ad aver esposto in tutte e sette le mostre, presentò trentotto opere. Auguste Renoir, Alfred Sisley e Paul Cézanne, delusi dalla scarsità di riconoscimento ottenuta, non vi presero parte. Nonostante la riduzione del numero rispetto al gruppo originario della prima esposizione, Pissarro era determinato a proseguire con la serie; le successive quinta e sesta mostre si tennero infatti a un anno di distanza l'una dall'altra, nel 1880 e nel 1881.

Quando Pissarro non poté più dipingere en plein air a causa di una malattia agli occhi che lo faceva lacrimare costantemente, iniziò a sostituire la campagna francese con il paesaggio urbano, dove Parigi divenne la protagonista indiscussa. Questo cambiamento prese forma nel 1888, anno in cui inviò anche alle nipoti, Esther e Alice Isaacson, una serie di disegni rilegati in un libro. Pissarro non permise che la sua malattia agli occhi gli impedisse di dipingere. E sebbene avesse tentato di catturare la scena con un occhio solo, trovò una soluzione migliore in ambienti chiusi. Fu così che scrisse al figlio Lucien in una lettera: «Farò una serie dei boulevard, dove intendo mostrare gli effetti della luce. Vado a Parigi. Sarà divertente per me superare la difficoltà della prospettiva vista dall'alto. Hanno preso una stanza spaziosa all'Hotel de Russie, da cui tutti i viali si dominano in successione. Se deciderai di venire a Parigi, nella stanza ci sono due letti».
Per proseguire in questo viaggio e scoprire il resto della sua storia, continua con il nostro prossimo articolo: Biografia di Camille Pissarro: L'eredità e le sue opere più celebri.









