
Biografia di Eugène Delacroix
Biografia di Eugène Delacroix
Eugène Delacroix fu un artista francese di spicco, celebrato come precursore del Romanticismo. Spesso chiamato il "maestro del colore", le sue opere, e in particolare il suo studio sugli effetti ottici delle cromie, ispirarono profondamente gli impressionisti. La sua visione vibrante dell'esotico lasciò un'impronta duratura sugli artisti del movimento simbolista.  Ancora oggi è visto come un genio da artisti e critici, una fonte d'ispirazione costante per il suo prezioso apporto al mondo dell'arte.
Nacque a Charenton-Saint-Maurice il 26 aprile 1798, nell'Île-de-France. Suo padre, Charles-François Delacroix, fu Ministro degli Affari Esteri e ricoprì cariche di prefetto governativo a Bordeaux e Marsiglia. Sua madre, Victoire Oeben, gli trasmise l'amore per l'arte e la letteratura.  Circolano però voci, mai del tutto dissipate, secondo cui il suo padre biologico fosse in realtà Talleyrand, un amico di famiglia.
Suo padre Charles morì nel 1805, e Victoire nel 1814, lasciandolo orfano. Talleyrand succedette a Charles come Ministro degli Affari Esteri e, in seguito, servì il Re Luigi Filippo, divenendo infine ambasciatore di Francia in Gran Bretagna. Talleyrand si prese cura di Eugène per tutta la sua carriera di pittore.
Eugène frequentò il Lycée Louis-le-Grand a Parigi e il Lycée Pierre Corneille a Rouen. Già in giovane età, manifestò un profondo interesse per l'arte e la letteratura, aggiudicandosi numerosi premi per i suoi disegni.
Nel 1815, iniziò a studiare lo stile neoclassico dell'illustre pittore francese Jacques-Louis David, sotto la guida dell'accademico Pierre-Narcisse Guérin.
Nel 1816, entrò in una delle più prestigiose accademie d'arte di Francia, l'École des Beaux-Arts di Parigi. Fu fortemente attratto dalle opere di Michelangelo e di Peter Paul Rubens; la loro influenza è ben evidente in molti dei suoi primi lavori. Spesso affrontò temi religiosi nelle sue tele.
La sua prima opera di rilievo, La barca di Dante, nota anche come Dante e Virgilio all'Inferno, traeva ispirazione dal poema epico di Dante Alighieri, la Divina Commedia. Presentata al prestigioso Salon di Parigi del 1822, fu subito riconosciuta come una delle tele che avrebbero aperto la strada al Movimento Romantico.

Ne La barca di Dante, Delacroix rompe volutamente con la sua formazione neoclassica. L'atmosfera di drammatica tensione, dove l'orrore si fonde con il mistero, l'aspetto tormentato dei dannati, il movimento turbolento della scena, i contrasti tra rosso e verde: tutto ciò si pone in netta contrapposizione con i rigorosi insegnamenti di Jacques-Louis David. È ad altri maestri, come Michelangelo per la potenza delle forme, che Delacroix si rifà in quest'opera.
Molti dei suoi dipinti degli anni Venti del XIX secolo riflettono eventi storici recenti, tra cui la Guerra d'indipendenza greca e le sue brutalità.

Nel 1822 fu incaricato della decorazione architettonica, con il sostegno dello statista e storico Adolphe Thiers. Durante quel periodo, incontrò Antoine-Jean Gros, il celebre pittore storico, e anche il pittore neoclassico Barone François Gérard.
L'impatto di emozioni estreme, conflitti e violenza fu profondo nelle sue opere, che spaziarono su diversi soggetti, dalla storia alla letteratura. Queste si distinguevano per l'uso audace del colore e le pennellate vivaci, come possiamo ammirare ne Il Massacro di Chio, dipinto del 1824.

Il dipinto traeva ispirazione da un'opera di Lord Byron, realizzata tra il 1827 e il 1828. Un'esplosione di intensa emozione e tragedia, insieme all'uso di colori vividi e costumi esotici, domina l'intera scena. Non fu esposto per molti anni e, in seguito, venne etichettato da numerosi critici come una "immaginazione orribile" che fondeva lussuria e morte.

Nel 1830, diede vita al suo capolavoro "La Libertà che guida il popolo".  Con questa tela, Delacroix seppe catturare e trasmettere lo spirito di libertà, fratellanza e uguaglianza che animava il popolo parigino durante la Rivoluzione Francese. Il dipinto, acquistato dal governo francese nel 1831, segnò un mutamento nel suo stile, assumendo toni più sereni. Anche quest'opera fu rimossa dalla vista del pubblico finché Luigi Napoleone Bonaparte, il presidente appena eletto, non decise di esporla nuovamente.

Punta di diamante nell'arte di Delacroix, Donne di Algeri, realizzato dopo l'arricchente esperienza del viaggio in Nord Africa, ci offre la sintesi perfetta, l'esatto punto di equilibrio tra Romanticismo e Neoclassicismo. L'ispirazione orientale, la ricchezza espressiva dei colori, l'ordinamento ritmico delle forme, quella passione controllata, quasi classica, sono tutti elementi romantici. Le cromie, tutte giocate su valori sottili, creano un'atmosfera immersa in un calore che solo Diego Velázquez era riuscito a raggiungere.
Nel 1832, Delacroix si recò ad Algeri. Qui visse una delle esperienze più singolari della sua vita: entrò in un harem e raccontò di essersi sentito proiettato nell'epoca di Omero. Fu uno dei primi occidentali a varcare la soglia di uno di questi luoghi. Realizzò un rapido schizzo e due anni dopo completò il dipinto.
Al Salon di Parigi del 1834, la critica si divise aspramente, eppure l'opera fu anche incensata da molti, e riconosciuta come il più brillante trionfo mai raggiunto da Delacroix.
Donne di Algeri, insieme ad altri suoi dipinti orientalisti, ispirò una moltitudine di artisti delle generazioni successive. Nel 1888, Vincent van Gogh e Paul Gauguin si recarono a Montpellier proprio per ammirare quest'opera. Inoltre, sia Pierre-Auguste Renoir che Pablo Picasso ammiravano profondamente questa tela, che fu per loro fonte d'ispirazione per diverse versioni personali dello stesso soggetto.

Nel 1838, realizzò il dipinto Medea furiosa (in procinto di uccidere i suoi figli), ispirato alla mitologia greca. Quest'opera divenne un'autentica sensazione quando fu esposta al Salon di Parigi. Fu poi acquistata dallo Stato e inviata al Palazzo delle Belle Arti di Lilla. Delacroix continuò a produrre varie tele e studi sullo stesso tema fino al 1963.

La Société Nationale des Beaux-Arts fu fondata nel 1862, raggruppando diversi pittori ed espositori, e Delacroix ne fu uno dei membri. La società era presieduta dal suo amico, lo scrittore Théophile Gautier, e da Aimé Millet come vicepresidente.
Morì il 13 agosto 1863, a Parigi. Nel 1864, la Société Nationale des Beaux-Arts organizzò una mostra retrospettiva dei dipinti e delle litografie di Delacroix.
ANALISI DI UN'OPERA: Donne di Algeri










