Dipinto a olio, toni cupi e intensi, ritrae Egon Schiele in piena maturità, espressione angosciata e gesti drammatici.
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Egon Schiele: Maturità Artistica, Conflitti e L'Eredità Espressionista

La vita e l'arte di Egon Schiele, dal fulgore della maturità artistica ai tormenti personali e al duraturo lascito dell'espressionismo.

A

Arthur

Cura Storica

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Dal 1912, Schiele visse momenti decisivi, tanto nella sfera personale quanto in quella artistica.

Oltre a partecipare a numerose esposizioni collettive, ricevette un invito dalla Galleria Hans Goltz di Monaco, per mostrare le sue opere accanto ai membri del gruppo espressionista Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), tra cui figuravano Wassily Kandinsky, Franz Marc, e Alexej von Jawlensky.

In quel frangente, durante il suo soggiorno a Neulengbach, Schiele venne arrestato nel suo studio e incarcerato per ventiquattro giorni. Le accuse? Rapimento e stupro di una dodicenne. Il suo studio, come già accaduto a Krumau, era diventato un ritrovo per molti bambini del luogo, suscitando la forte indignazione dei residenti.

Tali accuse, infine, furono ritirate. Schiele fu invece condannato per aver esposto minori a immagini erotiche.

Gran parte delle sue opere venne confiscata dalla polizia locale, bollata come “degenerata”. E, in un gesto dal forte valore simbolico, il giudice bruciò uno dei suoi disegni in aula.

Ma la storia ci riserva un dettaglio piuttosto bizzarro:

L'incidente ebbe un impatto enorme sull'artista; di lì a poco, cessò di utilizzare bambini come modelli. Eppure, la morbidezza e l'esplicitazione sessuale del suo lavoro, in particolare nei disegni, si intensificarono proprio dopo il suo rilascio dal carcere.

Con l'avvicinarsi della Prima Guerra Mondiale, la sua carriera fiorì, specie al suo ritorno a Vienna.

Nel 1913 tenne la sua prima personale a Monaco; nel 1914, una a Parigi.

Anche la sua vita personale subì una svolta: nel 1915, scrisse a un amico: “Intendo sposarmi, vantaggiosamente”, e chiese in moglie Edith Harms, una giovane di buona posizione sociale.

Nonostante sperasse di proseguire la sua relazione con Wally Neuzil, lei lo lasciò dopo la notizia del fidanzamento. Una perdita che si manifesta con potente intensità in Morte e la Dama, del 1915.

Dipinto di Egon Schiele, Morte e la Dama

Appena quattro giorni dopo le nozze, Schiele venne chiamato al servizio militare.

Tuttavia, non partecipò mai a veri combattimenti durante il conflitto. Gli fu invece concesso di continuare a produrre ed esporre.

Ispirato dai suoi spostamenti in tempo di guerra, Schiele realizzò in quel periodo una serie di paesaggi terrestri e urbani, privi dei contorni esagerati tipici dell'artista.

Nel 1917, Schiele era di nuovo a Vienna, e lavorava instancabilmente.

In quello stesso anno, lui e Klimt fondarono un nuovo spazio espositivo, concepito per incoraggiare gli artisti austriaci a restare nella loro terra natale.

Il 1918, purtroppo, fu un anno segnato da molteplici tragedie.

A febbraio, un ictus e una polmonite stroncavano la vita del suo mentore e amico, Gustav Klimt.

A ottobre, sua moglie Edith, incinta di sei mesi, morì vittima dell'influenza spagnola, contratta durante la pandemia che, all'epoca, aveva contagiato gran parte dell'Europa intera.

Sebbene supportato da un testo di Wassily Kandinsky, Schiele venne condannato per aver prodotto opere giudicate “degenerate”. Il Der Blaue Reiter, in effetti, fu un movimento artistico che influì profondamente sull'opera di Schiele.

Tre giorni dopo la morte della moglie, Schiele stesso si spense, a soli 28 anni, il 31 ottobre 1918, stroncato dalla medesima malattia che aveva già vittimizzato Edith.

L'EREDITÀ

Lo stile di Schiele esercitò una notevole influenza sui suoi contemporanei espressionisti, come Oskar Kokoschka, e, parimenti, sui successori neo-espressionisti Francis Bacon, Julian Schnabel e Jean-Michel Basquiat.

Nonostante la vita breve, l'artista produsse un numero sorprendente di opere, tra cui spiccano in particolare i numerosi autoritratti, quasi a suggerire una profonda preoccupazione per il sé.

Fu determinante nel plasmare il carattere dell'espressionismo agli albori del XX secolo.

Opere citate - L'arte spiegata

Autoritratto di Egon Schiele con lanterna cinese

Autoritratto con Lanterna Cinese – il suo autoritratto più celebre, parte di uno studio approfondito dell'artista, dove si raffigura con un volto dai tratti densi di linee, cicatrici e sottili deformità.

Realizzato in un periodo in cui prendeva parte a innumerevoli esposizioni, l'artista scruta direttamente lo spettatore; la sua espressione tradisce una spiccata fiducia nei propri doni artistici.

Pittura di Egon Schiele, Morte e Dama

Morte e Dama – un'opera creata nel periodo in cui l'artista si separava dalla sua compagna di lunga data, Wally Neuzil, pochi mesi prima di sposare Edith Harms.

Il dipinto segna la fine di una relazione, quasi a volerci comunicare una separazione intesa come la morte del vero amore.

Curiosamente, il modo in cui le figure di Schiele appaiono quasi assorbite dai loro abiti e dagli ambienti astratti, suggerisce l'influenza di Klimt.

Paesaggio urbano di Egon Schiele, La Città Vecchia III

La Vecchia Città III – un dipinto probabilmente ispirato alla città natale di sua madre, Krumau, dove Schiele visse per un breve periodo nel 1911.

I pochi paesaggi realizzati da Schiele sono, a quanto pare, privi di figure umane. Mostrano una grande varietà cromatica, ben diversa da quella riscontrabile nei suoi ritratti e autoritratti.

Dipinto di Egon Schiele con casa e vegetazione Dipinto di Egon Schiele, paesaggio con alberi

Questo è uno dei suoi ultimi dipinti...

Dipinto di Egon Schiele con due donne nude


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