
La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio: Diogene, Euclide e Ritratti Nascosti dei Maestri (Parte 3)
La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio: Diogene, Euclide e Ritratti Nascosti dei Maestri (Parte 3)
Al centro, leggermente più a destra, scorgiamo seduto sui gradini Diogene, solitario e assorto. Raffaello lo ha ritratto con poche vesti, a sottolineare la sua filosofia di vita: la povertà, la sua virtù più grande. Ad Atene, viveva come un mendicante, eppure era autosufficiente. Aspirava a un'esistenza che non dipendesse dalle frivolezze del mondo civile dell'allora Grecia.
Sulla destra, riconosciamo i discepoli di Aristotele. Poco sotto di lui, il matematico Euclide, che spiega le leggi della geometria a un gruppo di allievi, disegnando con un compasso su una lavagna posta a terra. Vicino a lui, l'astronomo Zoroastro e il geografo Tolomeo sono intenti in una discussione, entrambi con in mano un globo, a rappresentare rispettivamente la Terra e il cielo. Appoggiato, vicino alla colonna e vestito di bianco, troviamo probabilmente Protogene, un pittore dell'antica Grecia. Raffaello, nello stesso piano di Aristotele, non ha mancato di mettere in risalto Plotino, raffigurato in rosso; è un anziano isolato che osserva in silenzio l'intera scuola. È annoverato tra i più antichi pensatori dell'antica Grecia.
La Scuola di Atene continua, ancora oggi, a suscitare dibattiti e analisi tra storici e studiosi d'arte. Mancano, in effetti, prove conclusive per affermare se Raffaello abbia ricevuto istruzioni specifiche da Papa Giulio II riguardo agli elementi dell'affresco, quanto profonda fosse la sua conoscenza filosofica o quanto sia stato influenzato dai suoi contemporanei. Al di là del contesto o delle indicazioni che hanno guidato la sua creazione, La Scuola di Atene rivela l'impressionante maestria artistica di Raffaello, inclusa la sua capacità di integrare quattro affreschi distinti in un unico tema coerente. Sia che l'affresco venga interpretato come pura rappresentazione artistica della filosofia o portatore di un significato più recondito, legato ai numerosi gesti e dettagli, La Scuola di Atene offre uno sguardo sublime sull'arte del Rinascimento.
CURIOSITÀ

Autoritratto
In omaggio ai grandi maestri del suo tempo, Raffaello ha voluto celare i tratti di alcune figure in volti noti. E, non da meno, si è autoritratto in mezzo a questa folla di personaggi storici così eminenti. Lo si trova all'estremità destra dell'affresco, immerso in una discussione tra Zoroastro e Tolomeo, con lo sguardo rivolto verso l'esterno della cornice, accanto al pittore Protogene.

Diverse figure si ispirano ai contemporanei di Raffaello. La maestosa figura dai capelli bianchi al centro, che incarna il filosofo greco Platone, era un omaggio a Leonardo da Vinci, che Raffaello profondamente ammirava.

Eraclito, l'uomo meditabondo in primo piano, si ispira a Michelangelo. La prima parte della volta della Cappella Sistina era stata appena completata quando Raffaello stava lavorando alla Scuola di Atene, e così l'artista volle rendere omaggio al suo creatore.

Qui troviamo Bramante, il grande architetto del Vaticano, i cui tratti sono celati nella figura di Euclide, rappresentato in rosso. Euclide, universalmente riconosciuto come il padre della geometria, fu il primo a introdurre i concetti di prospettiva e altri principi matematici dibattuti all'epoca.









