Dipinto barocco a olio raffigurante il martirio di Sant'Orsola, con tonalità cupe e drammatiche di rosso e nero.
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Il Martirio di Sant'Orsola, Caravaggio

Il Martirio di Sant'Orsola, Caravaggio

A

Arthur

Cura Storica

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Il Martirio di Sant'Orsola è, con ogni probabilità, l'ultima tela portata a termine da Caravaggio. Un'opera che, sorprendentemente, ospita il suo ultimo, dolente autoritratto.

Per cogliere a fondo la pittura, occorre prima addentrarsi nella storia di Sant'Orsola. Ella è una santa della Chiesa Cattolica, originaria della Gran Bretagna, martirizzata attorno al 383 d.C. a Colonia, in Germania. Secondo la celebre Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, Orsola, principessa bretone scortata dalle sue compagne – le leggendarie undicimila vergini – di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, viene assediata e catturata dagli Unni presso Colonia.

Dopo il suo fermo rifiuto di sposare il loro condottiero, Attila, e di abiurare la propria fede, lei e le sue fedeli vengono trafitte da una pioggia di frecce.

Il Martirio di Sant'Orsola. Caravaggio. 1610 - Olio su tela (140,5×170,5 cm) - Ubicazione: Banco Commerciale Italiano, Napoli

La vita di Sant'Orsola:

Orsola è la patrona della città di Colonia e dei tessitori; a lei si deve il nome dell'Ordine delle Orsoline, votate all'educazione delle fanciulle. La sua memoria si celebra il 21 ottobre.

Lettura dell'opera...

Questa tela, commissionata dalla famiglia Doria di Genova, rimase in loro possesso fino al 1973, quando fu acquistata dalla sede napoletana del Banco Commerciale Italiano. Attualmente è custodita a Napoli, in via Toledo, presso il Palazzo Zevallos Stigliano.

L'iconografia classica la ritrae spesso circondata dalle sue compagne, o in cicli pittorici che ne narrano la partenza, il pellegrinaggio e il martirio. Caravaggio, fedele al suo stile, concentra l'azione su un nucleo ristretto di personaggi.

In primo piano, spicca un soldato – forse lo stesso Attila – corazzato d'oro e drappeggiato in rosso intenso, intento a rilasciare la corda del suo arco. La freccia, scoccata con impeto, trafigge il cuore della Santa che

fissa la propria ferita, il cui sangue si mescola con l'intenso rosso del suo abito, quasi a fondervisi. Alle spalle di Ursola, affiorano due figure, tra cui un volto dal collo teso: si dice sia l'autoritratto di Caravaggio stesso.

Il recente restauro del dipinto ha svelato, oltre ai vibranti colori originali, una mano aperta che pare quasi voler allontanare lo spettatore, lasciando i protagonisti immersi in una scena densa di chiaroscuri e drammaticità, cifra stilistica inconfondibile di tutte le opere barocche.


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