Ritratto realistico a olio di Lasar Segall, artista lituano-brasiliano, con espressione intensa e sguardo penetrante.
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Lasar Segall e la sua opera

Un affondo nell'universo di Lasar Segall, l'artista che ha plasmato il modernismo in Brasile con la sua visione unica.

A

Arthur

Cura Storica

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Lasar Segall, un grande artista di origine ebraica, fu tra i pionieri del modernismo in Brasile. Vide la luce nella città di Vilna, Lituania, il 21 luglio 1891.

Pittore, incisore, scultore e disegnatore. Segall venne al mondo in un'era di imperi, quando Vilna faceva parte della Russia zarista. Fu testimone di conflitti e distruzioni, esperienze che si rifletterono senza filtri nella sua arte. Non sorprende, quindi, che una forte influenza provenisse dall'espressionismo. Il dolore, la sofferenza umana del suo tempo, pulsano vividi nelle sue tele.

Era il 1905 quando iniziò gli studi artistici nella sua città natale, apprendendo l'arte dal maestro Antokolski, presso l'Accademia di Disegno

Un anno più tardi, nel 1906, si trasferì in Germania, a Berlino. Si iscrisse alla Scuola di Arti Applicate e, parallelamente, all'Accademia Imperiale di Belle Arti. Ma nello stesso anno, la sua sete di conoscenza lo portò a frequentare anche l'Accademia di Belle Arti di Dresda.

Nel 1910, la sua prima mostra personale vide la luce alla Galeria Gurlitt. Poi, sul finire del 1912, Segall salpò dalla Germania per il Brasile, portando con sé l'eco dell'influenza di Max Liebermann e l'atmosfera artistica vibrante di Dresda, autentica culla dell'espressionismo tedesco. Con il sostegno del senatore Freitas Valle, Segall riuscì a esporre le sue opere in Brasile nel 1913, con due mostre: la prima nella capitale paulista e la seconda a Campinas.

Mario de Andrade, a distanza di trent'anni da quella mostra, avrebbe poi scritto: "Il Brasile non vide Segall nel 1913." L'arte brasiliana, ancora immersa nell'accademismo, non colse all'epoca la portata di quella modernità importata dall'Europa. È innegabile, comunque, che quelle esposizioni segnarono le prime due rassegne d'arte moderna in Brasile.

Dal 1914 in poi, si avvicinò alle tele impressioniste e espressioniste. Fu quest'ultimo stile a catturare la sua attenzione in modo particolare, portandolo ad applicarne l'estetica nelle sue opere già nell'esposizione del 1917.

A Dresda, nel 1919, fondò, insieme a Otto Dix, Conrad Felixmüller, Otto Lange e altri artisti, il Dresdner Sezession Gruppe 1919, un collettivo che riuniva gli espressionisti più in vista della città.

Nel 1923, fece ritorno in Brasile, stabilendosi a San Paolo. Ritenuto l'unico vero portavoce delle avanguardie europee, Lasar Segall emerse come figura centrale in un panorama artistico nazionale assetato di modernità.

Nel 1925 dipinse la tela Paisagem brasileira. A giugno dello stesso anno, Lasar Segall convolò a nozze con Jenny Klabin. La coppia, a dicembre, partì per l'Europa, dove rimase per un anno; lì, a Berlino, nacque Maurício, il loro primogenito. In quel periodo, l'artista espose nella capitale tedesca le opere realizzate in Brasile tra il 1924 e il 1926. A ottobre, Segall e la sua famiglia rientrarono in patria.

L'anno successivo, nel 1926, espose le sue creazioni brasiliane (1924-1926) alla Galeria Neumann-Nierendorf di Berlino e alla Galeria Neue Kunst Fides di Dresda. Poi, in ottobre, la famiglia fece nuovamente ritorno in Brasile.

Il 1927 vide l'artista dare vita all'opera Bananal, riconosciuta come il suo capolavoro indiscusso e una delle pietre miliari della pittura modernista.

Nel dicembre del 1928, ripartì per l'Europa, stabilendosi a Parigi per quattro anni. Fu lì che iniziò a dedicarsi anche alla scultura. A febbraio, intanto, nacque Oscar, il suo secondogenito.

Nell'aprile del 1932, fece nuovamente rotta verso il Brasile, fissando dimora a San Paolo, in Rua Afonso Celso, nel quartiere Vila Mariana.

Si spense il 2 agosto 1957 a San Paolo, vittima di una malattia cardiaca.

Nel 1967, Jenny Klabin Segall, la vedova dell'artista, avviò il meticoloso lavoro di autenticazione delle opere non firmate. Contemporaneamente, si adoperò per la conservazione della collezione lasciata dal marito, con il chiaro intento di fondare un museo.

Il 21 settembre 1967, venne ufficialmente inaugurato il Museu Lasar Segall, nella che fu l'antica dimora della coppia a San Paolo.

Lasar Segall: GALLERIA E SGUARDI SU ALCUNE OPERE

Incontro - Questo è un autoritratto dell'artista con Margarete, un omaggio al giorno delle loro nozze a Dresda, in Germania.

Incontro - Lasar Segall

Lasar Segall mantenne sempre viva una profonda attenzione verso le questioni e i temi sociali. Una cifra stilistica indissolubile della sua opera è la rappresentazione delle emozioni umane, specialmente il dolore scaturito dalla guerra o dalle persecuzioni subite dal suo popolo, gli ebrei.

Emigranti - Lasar Segall

In “Interno di poveri”, l'artista dipinge, forse, un oscuro rituale funebre. Qui Segall colloca i personaggi in uno spazio che, pur distaccandosi dalle più rigide regole della rappresentazione illusionistica, si svela attraverso piani che guidano lo sguardo dell'osservatore a addentrarsi in ogni meandro della scena. In quest'opera, è lampante la forza dell'espressionismo, movimento al quale Segall aderiva con convizione.

Interno di Poveri - Lasar Segall

In Nave di Emigranti, si celano aspetti peculiari e degni di attenzione. Si noti come tutti i personaggi raffigurati volgano lo sguardo in direzione opposta a quella dell'imbarcazione: alcuni con lo sguardo perso nel vuoto, altri chini o dormienti, permeati da un'aria di desolazione, o persino colti da malessere. Nessuno, eccezione fatta, sembra guardare al proprio destino.
Osservando il dipinto, si percepisce che la nave non è ritratta nella sua interezza. L'intento dell'artista era di coinvolgere l'osservatore, quasi fosse parte integrante dell'opera stessa.

Mario de Andrade visse immerso in un crocevia di artisti del suo tempo; tra essi spiccano Lasar Segall, Anita Malfatti e Candido Portinari.

Sulla scena artistica brasiliana, il Modernismo Brasiliano, di cui Mario de Andrade fu uno degli architetti, segnò un'epoca cruciale. Fu un periodo in cui i geni nazionali venivano plasmati e riconosciuti come figure chiave nella cristallizzazione di un'identità visiva del paese. Mario era alla ricerca di un campione per il suo tempo, e lo individuò, dapprima, in Lasar Segall. Pittore europeo emigrato negli anni '20, Segall portò in Brasile una maturità plastica di notevole spessore, catalizzando e intensificando straordinariamente la vita artistica del luogo.

Questo dipinto si annovera tra le sue prime opere, risalente al periodo in cui l'artista ebbe un breve, seppur significativo, approccio all'impressionismo.

Un esempio della sua abilità scultorea si trova in questa piccola opera, toccante omaggio alla famiglia...

Gruppo - Lasar Segall


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